«La Asl deve risarcire la cooperativa Azzurra»

31 Luglio 2017

Il giudice riconosce 280.703 euro di interessi per i pagamenti ritardati La società ha chiuso a causa di fatture non saldate dall’azienda sanitaria

CHIETI. È stata costretta a chiudere a causa dell’enorme contenzioso con la Asl, e ora arriva una sentenza che le dà ragione, almeno per una prima parte. La cooperativa Azzurra di Pietro Supino ha gestito per anni per conto della Asl il servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) e del sistema di trasporto all’interno dei presidi ospedalieri (Oss). La cooperativa, a detta di Supino, vantava crediti con l’Azienda sanitaria diretta da Pasquale Flacco per oltre 5 milioni di euro, ma fino alla fine non è mai riuscita ad incassare il dovuto. Nonostante i diversi decreti ingiuntivi emessi dal giudice nei confronti della Asl. L’azienda sanitaria si è opposta a tutti, il contenzioso giudiziario è ancora in corso, ma per il decreto ingiuntivo da 280.703 euro il giudice si è già espresso, respingendo l’opposizione della Asl e ingiungendole, dunque, di pagare.
La somma era stata rivendicata dalla cooperativa, assistita dallo studio legale di Vittorio Supino, fratello di Pietro, per ritardati pagamenti. La coop aveva infatti richiesto i 280.703 euro a titolo di interessi moratori maturati su numerose fatture emesse nel periodo 2009-2013, saldate oltre il termine di 90 giorni. In questo periodo il personale della coop aveva svolto per la Asl i due servizi Adi e Oss. L’azienda sanitaria si era opposta al pagamento contestando di dovere alcunché «avendo sempre onorato tempestivamente le fatture emesse a suo carico» e contestando anche nel quantum la misura degli interessi di mora richiesti. Su queste basi la Asl ha chiesto la revoca del decreto ingiuntivo parlando anche di un «inadempimento dell’obbligo di procedere al lavaggio degli indumenti di lavoro del personale alle dipendenze della coop». Il mancato lavaggio degli indumenti avrebbe portato nelle casse della cooperativa sociale di Supino un indebito arricchimento, per il rimborso spese ottenuto dalla Asl per inesistenti lavaggi. L’indebito arricchimento sarebbe stato di 171.600 euro.
Il giudice Alberto Iachini Bellisarii ha, però, confermato il decreto ingiuntivo e ha ritenuto infondata la tesi del mancato lavaggio degli indumenti di lavoro dei dipendenti della cooperativa Azzurra. «Nel merito l’opposizione non ha fondamento» ha scritto il giudice nella sentenza con la quale ha rigettato l’opposizione della Asl Lanciano Vasto Chieti e ha dichiarato esecutivo il decreto ingiuntivo in favore della cooperativa sociale.
Tra le righe della sentenza c’è inoltre un passaggio che inguia ancora di più l’azienda sanitaria locale. Scrive il giudice: «Inoltre, in data 20 aprile 2017 proprio la Asl ha comunicato alla Coop Azzurra che a tutto il 31 dicembre 2016 essa era debitrice di oltre 5.400.000 euro, precisando, letteralmente, che il saldo a suo carico corrispondeva “alle vostre risultanze contabili”». I circa 5 milioni e mezzo di euro erano proprio quelli che Supino aveva sostenuto, inascoltato, di dover riavere. Si era rivolto ai vertici Asl, a quelli della Regione, e in particolare all’assessorato alla Sanità, e pure alla Prefettura per cercare di far valere le sue ragioni. Ma, nonostante il pressing continuo, non era riuscito ad ottenere nulla. Alla fine ha dovuto arrendersi e tutti i dipendenti che gestivano il servizio di assistenza domiciliare integrato hanno abbandonato la cooperativa e sono transitati in massa nel nuovo soggetto che gestisce il servizio.
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