La Asl e la riapertura delle scuole: si rischia uno scenario ingestibile

5 Gennaio 2022

La preoccupazione dei medici nell’ultima relazione che evidenzia un boom di casi generalizzato: «Con il ritorno in classe dei ragazzi non si può escludere che scoppino focolai difficili da controllare»

CHIETI. Con la riapertura delle scuole il rischio è che lo scenario diventi ingestibile sul fronte dei contagi Covid. Lo sostiene la Asl Lanciano Vasto Chieti nell’ultima relazione settimanale sulla «situazione epidemiologica», a cura del Dipartimento di prevenzione diretto da Giuseppe Torzi.
L’ALLARME
Il passaggio chiave è riportato a pagina 8 del documento pubblicato ieri mattina e inviato ai 104 sindaci della provincia di Chieti. «La nuova normativa di riferimento per le attività da mantenere operative nel corso dell’attuale fase pandemica», è la premessa, «prevede che le scuole e le università debbano restare comunque aperte in presenza, anche in caso di classificazione in “zona rossa” dei rispettivi territori». Poi, l’allarme: «Pur considerando che il ruolo della comunità scolastica nella diffusione del virus non è ancora completamente definito in termini di impatto globale, non può escludersi la possibilità che nel corso delle attività didattiche possano insorgere focolai in grado di provocare recrudescenze epidemiche potenzialmente difficili da gestire».
LO SCENARIO
«È innanzitutto necessario sottolineare», si legge ancora nel report, «che le opportunità di esposizione da parte dei bambini fino a circa 14 anni e dei ragazzi oltre tale età sono totalmente indifferenti. Infatti, mentre i bambini tendono a essere esposti all’infezione quasi unicamente a scuola o in famiglia, i ragazzi più grandi, avendo solitamente una vita sociale propria, sono più frequentemente esposti ad altre fonti di contagio nell’ambito delle attività extrascolastiche e sociali; è pertanto più probabile che l’introduzione del virus nelle scuole da parte degli studenti avvenga più frequentemente in quelle secondarie di II grado». Non solo: «Va inoltre sottolineato che, soprattutto in seguito alle campagne vaccinali condotte per i ragazzi dai 12 anni in su, il rischio di diffusione dell’infezione nelle scuole primarie, e in quelle dove la percentuale di vaccinazione sia ancora relativamente bassa, è maggiore rispetto a quanto ci si possa attendere nelle scuole superiori e in quelle con una più alta percentuale di vaccinati».
I NUMERI
Dalla riapertura dell’anno scolastico – in base i dati dell’azienda sanitaria – sono stati riscontrati 732 casi positivi tra gli studenti (di cui 64 nell’ultima settimana) e 64 tra il personale (di cui 2 negli ultimi sette giorni). Le classi complessivamente coinvolte sono state 145 negli istituti superiori, 110 nelle scuole medie, 215 alle elementari, 58 alle materne e 5 negli asili nido. «Contestualmente al riscontro delle positività e dopo l’inchiesta epidemiologica, è stato disposto il provvedimento di quarantena per 2.969 alunni, 200 docenti e 22 persone tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Si segnala», è precisato nel documento, «che 112 studenti e 49 operatori scolastici contagiati erano stati vaccinati con ciclo completo, oltre 4 operatori vaccinati anche con terza dose».
BOOM DI POSITIVI
Più in generale, «il quadro epidemiologico della pandemia nella provincia di Chieti ha mostrato negli ultimi giorni un notevole incremento dei casi che conferma una più forte ripresa della circolazione virale e suggerisce il mantenimento e il potenziamento delle attuali strategie di tracciamento, identificazione e monitoraggio delle catene di contagio, a oggi risultate efficaci». Negli ultimi sette giorni in totale i nuovi positivi sono stati 4.302, di cui 454 a Chieti, 451 a Vasto, 413 a Lanciano, 390 a Ortona e 238 a Francavilla. «Va tuttavia sottolineato», è la precisazione della Asl, «che il notevole aumento dei contagiati è dovuto anche al mutato indirizzo strategico della Regione Abruzzo in merito all’identificazione dei nuovi positivi che attualmente possono essere individuati e isolati già in seguito alla positività di un test antigenico rapido, senza necessità di ulteriore conferma con il tampone molecolare».
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