La Asl non fa più le scintigrafie: spento l’ultimo macchinario

Le due apparecchiature a Chieti sono rotte, a Lanciano ne funziona una ma non viene utilizzata Il primario Martino: «Se si dovesse rompere durante un esame, l’utente resterebbe radioattivo»
LANCIANO. Nella Asl Lanciano- Vasto-Chieti non si possono effettuare la scintigrafia, l’esame che permette di diagnosticare tumori e numerose malattie, verificare il funzionamento di alcuni organi, per esempio cuore, polmone, tiroide. Dei 4 macchinari utilizzati, due nel reparto Medicina nucleare di Chieti e due al Renzetti di Lanciano, ne funziona uno solo, a Lanciano, che però al momento non può essere utilizzato. Così decine di utenti restano in attesa di poter effettuare l’esame o sono costretti a percorrere centinaia di chilometri per rivolgersi a strutture di altre province. Chilometri che diventano infiniti quando la scintigrafia è richiesta per la valutazione di un tumore.
«Per problemi tecnici l’esame in appuntamento non potrà svolgersi ma dovrà essere rimandato di qualche giorno». È quello che si sentono ripetere da settimane decine di utenti dal reparto di Medicina nucleare dell’ospedale Renzetti. «Ci chiamano in modo gentile, scusandosi del disagio», raccontano alcuni pazienti, «ma noi abbiamo bisogno di fare l’esame. E il problema è anche doppio perché dopo aver accettato un rinvio di pochi giorni, ci siamo ritrovati a fare i conti con una nuova chiamata per un altro rinvio. Fino a quando dobbiamo aspettare?». E c’è chi, per un esame diventato così urgente, si è rivolto altrove. Ma “l’altrove” non è dietro l’angolo perché il reparto di Medicina nucleare (che esegue esami scintigrafici, ma anche densitometrie ossee, morfometria verterbrale, ecografie ed agoaspirati) è solo a Chieti e a Lanciano, che dipende dal Santissima Annunziata dove i due macchinari per le scintigrafie sono rotti. Così, tutti gli utenti che in tutta la provincia di Chieti devono fare questo esame, non lo possono fare.
«C’è un problema tecnico che riguarda la rottura dei macchinari di Chieti che a cascata coinvolge anche il Renzetti», spiega Gianluigi Martino, primario della Medicina nucleare. «Al momento con un solo macchinario funzionante a Lanciano, (l’altro è rotto da anni, ndc), non ci sono sufficienti garanzie per la sicurezza del paziente. L’apparecchio di Lanciano è sicuro, non ha e non crea problemi, ma, nel malaugurato caso in cui si dovesse rompere mentre il paziente sta effettuato la scintigrafia, non abbiamo la possibilità di trasferirlo a Chieti per ultimare l’esame, perché lì i macchinari sono rotti. Così l’utente resterebbe radioattivo senza completare l’esame».
Quindi anche se la scintigrafia del Renzetti è sicura, non si può usare se non si ripara almeno un altro macchinario. Si resta in attesa dell'intervento della direzione Asl per capire se i macchinari saranno riparati e quando, oppure se gli utenti di Chieti e provincia dovranno sobbarcarsi altre spese, viaggi, attese e disagi anche per efftettuare le scintigrafie.
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