La badante della truffa respinge le accuse e annuncia querele

FURCI. È accusata di truffa aggravata, ma lei, la badante di 51 anni denunciata dai legali di una coppia di anziani, respinge le accuse e tramite il suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco...
FURCI. È accusata di truffa aggravata, ma lei, la badante di 51 anni denunciata dai legali di una coppia di anziani, respinge le accuse e tramite il suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Cerella, contesta ogni addebito.
«La mia cliente», dice l’avvocato Francesco Cerella, «si professa innocente. Non ha fatto nulla di cui la si accusa. Al contrario, la mia assistita riserva ogni più opportuna tutela contro chi l’ha accusata. Lo farà nella confacente sede giudiziaria anche in relazione alla ricostruzione dei fatti che non risponde al vero».
Il legale della badante non solo contesta i fatti raccontati al Centro dalla collega che tutela gli anziani. «Ritengo», dice Francesco Cerella, «che non possa essere rinvenuta neppure la sussistenza del reato di truffa come ipotizzato».
L’avvocato Cerella non esclude di rendere presto nota nel dettaglio la ricostruzione dei fatti secondo la donna denunciata. Certo è che a Furci l’argomento tiene banco. La donna si sente additata ingiustamente.
Ma chi l’accusa ribadisce la propria versione. Per mesi la cinquantunenne sarebbe riuscita a spillare soldi a una 94enne e al figlio invalido di questa e anche lui ora anziano, con bugie e raggiri.
La donna lavorava in nero. A smascherarla è stato l'avvocato delle vittime. Secondo l’accusa, la cinquantunenne raggirava la nonnina di 94 anni e il figlio disabile da quasi due anni. Con la scusa di fare da tramite per l’invio di denaro all’avvocato della pensionata che si trova in Lombardia e che si stava occupando di una vicenda legale della nonnina, la badante si sarebbe fatta consegnare in più rate circa 6 mila euro.
Per dimostrare di aver fatto il proprio dovere avrebbe mostrato ricevute postali false, assicurando di aver depositato i soldi presso la cancelleria del giudice di pace di Gissi. L’accusata assicura che presto dimostrerà l’infondatezza delle accuse. (p.c.)
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