La banda puntava a mettere le basi al nord: contatti in Lombardia

14 Dicembre 2018

La banda delle frodi fiscali puntava a mettere le basi anche al nord, soprattutto in Lombardia. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta. Il napoletano Renato De Luca – si legge sull’ordinanza...

La banda delle frodi fiscali puntava a mettere le basi anche al nord, soprattutto in Lombardia. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta. Il napoletano Renato De Luca – si legge sull’ordinanza – accetta di avviare una collaborazione con Lorenzo D’Arcangelo «che lo porterebbe ad aprire uno “scenario” su Milano, con la possibilità, quindi, di ampliare il giro della clientela su una piazza molto frequentata come quella milanese». Così gli indagati, parlando al telefono tra loro, definiscono «enorme» il giro d’affari prospettato da D’Arcangelo, facendo trapelare che si tratta però «di persona dedita al traffico di stupefacenti». Dopo qualche tempo, la collaborazione con D’Arcangelo si interrompe perché quest’ultimo – che per giorni non risponde al telefono a nessuno dei complici – tenta di «scalare l’associazione, violando il patto iniziale e trattenendo le provvigioni destinate ai promotori del sodalizio». Mettendo scompiglio, forse per la prima volta, all’interno dell’associazione criminale. Si innesca così una sorta di tutti contro di tutti. Basti pensare che D’Arcangelo definisce «immondizia» Maurizio Di Biase, il suo «ex capo». (g.let.)