La batosta-Imu sui terreni agricoli

Nuovo regolamento: a Chieti esenzione solo per chi fa davvero il coltivatore
CHIETI. Nuovo regolamento per l’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli, in città pagheranno tutti o quasi con un gettito di 130 mila euro previsto in entrata per l’ente. É la conseguenza diretta del decreto interministeriale emesso lo scorso 28 novembre che ridisegna, di fatto, le modalità di pagamento dell’Imu sui terreni agricoli in base all’altitudine dei Comuni. Il capoluogo teatino rientra nella seconda fascia stabilita dallo Stato che va dai 280 metri ai 600 metri d’altezza. Nei Comuni catalogabili in questa categoria di altitudine l’Imu sui terreni agricoli deve essere pagata, in pratica, dalla stragrande maggioranza dei proprietari di appezzamenti di terra come anticipa Valerio Visini, presidente della Teate servizi. «Soltanto i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, per legge, non dovranno pagare l’imposta. L’esenzione», precisa Visini, «riguarda gli utenti della collina teatina e non quelli della vallata».
Dove, comunque, i terreni rimasti agricoli si contano sul palmo di una mano. Per chi ha un terreno agricolo sul Colle e non fa l’imprenditore agricolo di professione, invece, la batosta è dietro l’angolo. Questo perché il 16 dicembre, in una rata unica, bisognerà pagare l’Imu per i suddetti terreni agricoli con l’aliquota massima consentita dalla legge, l’1,06%. «Un qualcosa di inevitabile», aggiunge Visini, «dal momento che i Comuni, Chieti compreso, hanno già varato i bilanci previsionali e adesso non ci sarà la possibilità di prevedere agevolazioni per questa fascia di utenti. Che frutteranno al Comune un introito quantificato in 130 mila euro mentre lo scorso anno l’ente, con la vecchia legge che estendeva l’esenzione a tutti i possidenti dei terreni agricoli situati in Comuni con altitudine superiore ai 280 metri, aveva incassato solo le briciole. (j.o.)
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