La Bevilacqua non fa i nomi dei complici

20 Ottobre 2016

CHIETI. Non fa il nome dei due complici che l’avrebbero dovuta aiutare a ripulire l’appartamento di una signora di 86 anni martedì pomeriggio in via Olivieri. Vincenzina Bevilacqua, pescarese di...

CHIETI. Non fa il nome dei due complici che l’avrebbero dovuta aiutare a ripulire l’appartamento di una signora di 86 anni martedì pomeriggio in via Olivieri. Vincenzina Bevilacqua, pescarese di etnia rom di 36 anni beccata mentre scappava dall’appartamento perché nel frattempo era rientrato il figlio dell’anziana donna, ieri davanti al giudice Valentina Ribaudo, nell’udienza per direttissima, ha detto che aveva suonato alla porta della signora solo per chiedere un po’ d’elemosina. I due agenti della Squadra mobile che l’hanno arrestata e il poliziotto in servizio alla questura di Pescara che, per sua sfortuna, abita proprio di fronte all’appartamento dell’anziana, hanno ricostruito invece tutt’altra versione, parlando della trentaseienne che è entrata spacciandosi per un ispettore della tv, di due uomini che sono fuggiti con due libretti postali e della camera da letto messa a soqquadro.

Marco Di Giulio, avvocato della pescarese, attesa nel frattempo da tutta la famiglia rom bambini compresi, ha chiesto per la sua assistita gli arresti domiciliari, che però non sono stati concessi. La donna si è detta pronta a risarcire il danno (solo morale, visto che i due libretti postali sono inutilizzabili). L’avvocato ha chiesto i termini a difesa e il giudice ha fissato l’udienza per il prossimo 2 novembre. (a.i.)