La Camera di commercio in mano alla Pagliaricci

Prima riunione tra i 32 consiglieri teatini e pescaresi dopo la scomparsa del presidente Confindustria sceglierà il 33° membro. Intanto un organo tecnico traghetterà l’ente
CHIETI. Con il consiglio camerale di ieri all’ex Foro Boario è partito il dopo-Becci. È il secondo consiglio della nuova Camera di commercio Chieti Pescara, il primo è stato quello del 29 dicembre che ha eletto Daniele Becci primo presidente della nuova Camera nata dall’unione di quelle di Chieti e Pescara. Nell’appuntamento di ieri si sarebbe dovuto eleggere la nuova giunta camerale, ma l’improvvisa scomparsa del presidente ha bloccato tutto. La seduta di ieri non è stata però infruttuosa. È stato approvato il nuovo statuto, passaggio burocratico di fondamentale importanza, perché rende operativa a tutti gli effetti la mega Camera che rappresenta circa 90mila imprese. Le funzioni dell’ente sono in mano al segretario generale facente funzioni Maria Loreta Pagliaricci, ex funzionario della Camera teatina. Il consigliere più anziano, Franco Danelli, convocherà il prossimo consiglio la cui data, però, al momento non è stata ancora stabilita. Sono due le decisioni da prendere prima di affrontare il prossimo passo: la surroga di Becci come consigliere e l’elezione del nuovo presidente. Il trentatreesimo consigliere camerale sarà nominato da Confindustria, lo schieramento da cui proveniva Becci.
Per quanto riguarda il secondo passaggio c’è da registrare la lettera che il consigliere camerale Fabio Travaglini, rappresentante della Un.I.Pmi, ha indirizzato al presidente e al direttore di Confindustria Chieti Pescara, Gennaro Zecca e Luigi Di Giosaffatte, e ha inviato a tutti i consiglieri. «La Un.I.Pmi», scrive Travaglini, «ritiene di sollecitare la signoria vostra affinché sia la Confindustria, in qualità di componente di rappresentanza datoriale più consistente, a indicare nella sua autonomia il candidato presidente designato alla successione di Daniele Becci, nello stesso clima di massima condivisione e consenso, programmatico e personale, di tutte le forze rappresentate in consiglio. Il permanere di una situazione di stallo rischia di creare confusioni che certamente danneggerebbero il ritrovato clima di coesione nei confronti del territorio, che ne ha estremo bisogno».
Travaglini chiede dunque di mantenere il clima di condivisione che si era creato intorno alla figura dell’ex presidente della Camera di commercio di Pescara e di designare presto un altro nome, che possa ricevere consensi come era successo per Becci. Ma per il momento, nessuna candidatura è stata ancora avanzata. Il primo nome a circolare è stato quello di Enrico Marramiero. La candidatura dell’ultimo presidente di Confindustria Pescara avrebbe potuto tener fermo l’assunto che aveva portato alla nomina di Becci: sede a Chieti e presidenza a Pescara. Marramiero, però, a causa dei numerosi impegni di lavoro, ha ringraziato e ha rifiutato. Si cercano, dunque, altri nomi da pescare all’interno dei consiglieri nominati da Confindustria. Sempre tenendo presente che all’associazione degli industriali tocca nominarne ancora un altro.
A questo punto o Confindustria pesca dalle proprie file un nome nuovo, sul quale trovare una larga convergenza, oppure bisogna tornare a guardare tra quelli già nominati, tra cui, non foss’altro perché una Camera di commercio l’ha già presieduta, spicca il nome di Roberto Di Vincenzo. Il quale, però, dice subito che non si sta muovendo per questo obiettivo. «Attualmente», dice, «mi sto concentrando sul nuovo incarico di presidente dell'Istituto nazionale di ricerche turistiche delle camere di commercio italiane. Penso di poter lavorare in questo modo a servizio del territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

