La Camera ricorda il vastese Saraceni

11 Febbraio 2017

Foibe, era uno dei 97 militari della guardia di finanza trucidati. All’omaggio presente la nipote

VASTO. La Camera dei deputati ha reso omaggio ieri a Tommaso Saraceni, il vastese morto nell’eccidio delle Foibe. Saraceni era nato a Vasto il 3 gennaio 1923. Fu uno dei 97 militari della Guardia di Finanza prelevati dalla caserma di Campo Marzio di Trieste, il 2 maggio 1945, e successivamente trucidati senza pietà nelle foibe.

In occasione del Giorno del Ricordo, ieri, nel rievocare una delle pagine più buie della storia contemporanea è stato ricordato il suo valore. Nel corso della cerimonia di commemorazione delle vittime delle Foibe alla Camera dei deputati è stato reso omaggio a Saraceni consegnando ad alcuni nipoti, arrivati a Roma da Vasto, una medaglia e un attestato alla memoria (a ritirarli è stata Teresa Saraceni). Grande la commozione.

«La tragedia dalla caserma di Campo Marzio è un fatto che accadde a guerra finita, mentre l’Italia festeggiava la fine della tempesta di sangue e degli enormi sacrifici patiti», ricorda la famiglia Saraceni. Non è accaduta la stessa cosa nella Venezia Giulia e a Trieste, che subirono l’ennesima ondata di violenza con l’arrivo dell’esercito popolare jugoslavo del Maresciallo Tito il primo maggio 1945. I militari della Guardia di Finanza, in servizio nella città giuliana presso la caserma di via Campo Marzio, dopo essere stati indotti con l’inganno a consegnare le armi, furono catturati e barbaramente trucidati nelle Foibe del carso triestino nel maggio 1945. A ricordo perpetuo è stata eretta nel comprensorio monumentale della foiba di Basovizza, in provincia di Trieste, una lapide marmorea che riporta i nomi dei 97 finanzieri. «Siamo onorati del ricordo che lo Stato ha tributato a nostro nonno», hanno detto i nipoti di Saraceni. (p.c.)

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