La Camera ricorda il vastese Saraceni

Foibe, era uno dei 97 militari della guardia di finanza trucidati. All’omaggio presente la nipote
VASTO. La Camera dei deputati ha reso omaggio ieri a Tommaso Saraceni, il vastese morto nell’eccidio delle Foibe. Saraceni era nato a Vasto il 3 gennaio 1923. Fu uno dei 97 militari della Guardia di Finanza prelevati dalla caserma di Campo Marzio di Trieste, il 2 maggio 1945, e successivamente trucidati senza pietà nelle foibe.
In occasione del Giorno del Ricordo, ieri, nel rievocare una delle pagine più buie della storia contemporanea è stato ricordato il suo valore. Nel corso della cerimonia di commemorazione delle vittime delle Foibe alla Camera dei deputati è stato reso omaggio a Saraceni consegnando ad alcuni nipoti, arrivati a Roma da Vasto, una medaglia e un attestato alla memoria (a ritirarli è stata Teresa Saraceni). Grande la commozione.
«La tragedia dalla caserma di Campo Marzio è un fatto che accadde a guerra finita, mentre l’Italia festeggiava la fine della tempesta di sangue e degli enormi sacrifici patiti», ricorda la famiglia Saraceni. Non è accaduta la stessa cosa nella Venezia Giulia e a Trieste, che subirono l’ennesima ondata di violenza con l’arrivo dell’esercito popolare jugoslavo del Maresciallo Tito il primo maggio 1945. I militari della Guardia di Finanza, in servizio nella città giuliana presso la caserma di via Campo Marzio, dopo essere stati indotti con l’inganno a consegnare le armi, furono catturati e barbaramente trucidati nelle Foibe del carso triestino nel maggio 1945. A ricordo perpetuo è stata eretta nel comprensorio monumentale della foiba di Basovizza, in provincia di Trieste, una lapide marmorea che riporta i nomi dei 97 finanzieri. «Siamo onorati del ricordo che lo Stato ha tributato a nostro nonno», hanno detto i nipoti di Saraceni. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

