La Cardiologia regala i defibrillatori alle scuole

Gli apparecchi salvavita acquistati con i fondi raccolti al concerto di beneficenza Il primario: sempre più giovani colpiti da infarto, la diagnosi precoce è cruciale
LANCIANO. Un defibrillatore consegnato alla primaria Principe di Piemonte e altri due che andranno a Umberto I e Rocco Carabba. È il reparto Utic-Cardiologia dell’ospedale Renzetti a donare alle scuole defibrillatori semiautomatici usando i fondi raccolti grazie alla generosità di quanti hanno partecipato domenica sera al concerto di beneficenza al teatro Fenaroli con il Coro Masci che ha proposto “La buona novella” di Fabrizio De André. Centinaia di persone unite per far sì che almeno tre scuole di Lanciano siano dotate dell’apparecchio salvavita. Ma non solo. Gli apparecchi vanno utilizzati correttamente ed è per questo che nella tre giorni dedicata al cuore e alle patologie cardiache, organizzata dall’Unità operativa frentana, sono state fatte anche prove pratiche per usare i defibrillatori. Un corso a cui hanno partecipato una settantina di persone, molti insegnanti, che hanno ottenuto il certificato di Basic life support defibrillation: adesso sanno quali manovre compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco. Ad aprire i “tre giorni del cuore” venerdì è stato il convegno sul dolore toracico. «Non è sinonimo di infarto», spiega Luigi Leonzio, direttore del Dipartimento Cuore della Asl e della Cardiologia del Renzetti, «e non è facile da diagnosticare tanto che ad oggi, il 2-4% dei pazienti che arrivano in pronto soccorso con dolori toracici ne escono senza che l’infarto sia stato diagnosticato. Incredibile? No, perché il dolore toracico può nascondere diverse patologie, i sintomi sono variabili e percepiti dai pazienti in maniera differente. Bisogna quindi descrivere meglio le varie forme di dolore toracico perché la diagnosi precoce è cruciale e può salvare la vita». E quelle da salvare purtroppo sono sempre più giovani. Anche a Lanciano, ultimamente, ci sono stati giovani stroncati da infarti che li hanno colti nel sonno o in modo così forte da non riuscire a raggiungere l’ospedale. Ma per diagnosticare un infarto servono anche strumenti ad hoc. Ecco perché nella tavola rotonda successiva al convegno, Leonzio e il direttore del pronto soccorso e del Dipartimento dell’emergenza urgenza della Asl Antonio Caporrella -presente anche il cardiologo teramano Cosimo Napolitano hanno chiesto all’assessore regionale Silvio Paolucci angiografi per gli ospedali di Lanciano e Vasto. L’apparecchio in grado di evidenziare i vasi sanguigni per svelarne eventuali alterazioni ed importante per effettuare coronografie ridurrebbe dell’80% i viaggi della speranza a Chieti fatti dal Renzetti e dal San Pio quasi ogni giorno.
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