La Cgil al fianco degli studenti
«Sì alla protesta contro le nuove modalità dell’esame di Stato»
CHIETI. La Flc Cgil al fianco degli studenti degli istituti superiori della provincia che venerdì hanno scioperato contro le nuove modalità degli esami di Stato. Il sindacato chiede che «non siano gli studenti a pagare le conseguenze di tre anni di didattica discontinua, in presenza, a distanza, mista. Tre anni in cui le misure del governo non hanno saputo fronteggiare tempestivamente l'emergenza sanitaria minando il diritto all’istruzione e facendo ricadere tutte le difficoltà di gestione in tempi di pandemia, sugli studenti e sul personale scolastico, che hanno sempre dimostrato un grande senso di responsabilità».
Come hanno sottolineato i rappresentanti degli studenti delle scuole superiori teatine, anche per la Flc Cgil Chieti guidata da Sergio Sorella non c’è alcun ritorno alla normalità che spiegherebbe il ripristino della vecchia modalità pre-Covid di svolgere l’esame di stato. «Non sono stati normali né quest'ultimo anno, né quelli precedenti», sottolinea il sindacato, «sarebbe stato opportuno coinvolgere gli studenti in questa scelta. Le nuove modalità dell’esame di Stato, che ripropongono una seconda prova scritta, ignorano completamente tre anni scolastici discontinui, fatti di quarantene, Dad e didattica mista. La Flc Cgil Chieti, nel farsi interprete delle istanze portate avanti dagli oltre 16.500 studenti e studentesse delle superiori della provincia, chiede ai decisori politici di farsi interprete di questo disagio e di attivarsi per contribuire a costruire una scuola pubblica di qualità». (a.i.)
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