La Chiesa frentana si schiera e dice no alle trivelle in mare

9 Maggio 2015

LANCIANO. «Custodire la terra perché dia frutto senza essere sfruttata». Utilizza le parole di papa Francesco, don Carmine Miccoli, responsabile della pastorale sociale dell’arcidiocesi Lanciano-Orto...

LANCIANO. «Custodire la terra perché dia frutto senza essere sfruttata». Utilizza le parole di papa Francesco, don Carmine Miccoli, responsabile della pastorale sociale dell’arcidiocesi Lanciano-Ortona diretta dal vescovo Emidio Cipollone, per manifestare l’appoggio della chiesa frentana alla battaglia contro il petrolio. «A coloro che si stanno impegnando per il bene comune e per la salvaguardia del Creato», scrive don Carmine in una nota, «del presente e del futuro dell’Abruzzo, dell’Adriatico e di tutte le nostre terre, credenti e non credenti, esprimo, tramite il mio ufficio, la vicinanza della Chiesa e dei suoi Pastori. Saremo insieme a coloro che parteciperanno alla manifestazione di Lanciano del 23 maggio, espressione di democrazia reale e di amore responsabile per i luoghi di cui siamo custodi, augurandoci di essere esempio vivo di come contrastare non solo un’economia che uccide la vita e il futuro, ma anche di una politica che ha smarrito il suo interesse per il bene comune e per la costruzione di un ordine sociale fondato sulla giustizia e la pace».

Già in passato la Chiesa abruzzese si era schierata contro la petrolizzazione e l’arrivo delle piattaforme di estrazione e raffinazione nel mare Adriatico. Lo stesso ex vescovo Carlo Ghidelli, era sceso in campo contro Ombrina Mare assieme agli arcivescovi e vescovi della Ceam, la Conferenza episcopale abruzzese e molisana.

«Auspico ancora una volta che al più presto la politica tutta, dal Parlamento fino ai consigli comunali», prosegue don Carmine Miccoli, «realizzi la necessaria svolta per rimettere la difesa della vita umana e dell’ambiente al centro del proprio agire, perché coloro che hanno a cuore il bene comune s’impegnino a difendere questa meravigliosa terra che è la Costa teatina, con tutti gli uomini, le donne e gli esseri viventi che vi abitano. A tutti chiedo di impegnarsi per fermare Ombrina Mare, Elsa 2 e ogni progetto, non solo petrolifero, di sfruttamento selvaggio dell’ambiente naturale. Tale compito si impone soprattutto a coloro che, dicendosi credenti, hanno il dovere di tutelare a ogni costo il valore della vita, la dignità della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, la solidarietà e la difesa dei più poveri, perché partecipino in maniera consapevole e solidale alla costruzione di un mondo sempre più somigliante al “sogno di Dio” per le sue creature». (d.d.l.)

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