La Chirurgia si rifà il look ma perde il medico storico

3 Marzo 2017

La Asl conta di avviare dopo l’estate gli interventi finanziati per 500mila euro Dopo 40 anni Staniscia va in pensione: il reparto resta con otto specialisti

Spostare la Chirurgia nell’ex geriatria, risalire la Cardiologia al piano superiore, far finalmente partire i lavori di ammodernamento del reparto “principe” dell’ospedale Renzetti, diretto da Lorenzo Mazzola. È l’ipotesi su cui sta lavorando la Asl, per avviare lavori di cui si parla da anni. Se ne parla da quando nell’agosto 2012 il reparto di chirurgia è stato temporaneamente trasferito dal secondo al terzo piano della palazzina che ospita anche l’Ortopedia, per permettere la realizzazione di lavori per sistemare i pavimenti traballanti e in vinil- amianto ed eliminare i bagni in comune tra le stanze. Ma dopo 4 anni e mezzo l’unità è ancora lì, pagando dazio in termine di posti letto, sei in meno, e di spostamenti maggiori per raggiungere le sale operatorie, che prima erano invece sullo stesso piano. E la paura che serpeggia da tempo è che il “temporaneo” possa diventare definitivo. «Invece non è così», spiega Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale e membro dello staff dell’ufficio sanitario regionale, «perché i lavori, da 500.000 euro di fondi Asl, potranno partire dopo l’estate. Sono lavori già affidati, con contratti stipulati da tempo e non possiamo permetterci di perderne dell’altro». Il problema è che oggi nel reparto da ristrutturare c’è la cardiologia, che era stata spostata a sua volta per permettere di fare i lavori nell’unità di origine, fermi da quasi due anni. «Si possono sbloccare entrambi gli interventi grazie all’ex geriatria», dice Marongiu «dove i lavori dovrebbero finire entro giugno 2017. Mancano i bagni. Una volta ultimato il reparto ci sarà un effetto domino. L’ex geriatria accoglierà la Chirurgia. Al posto della chirurgia risalirà la cardiologia (la riqualificazione di reparto e tecnologie per 1.500.000 euro, sempre di fondi Asl, partirà entro l’anno, ndc) e così si libereranno le aree per fare i lavori in due reparti importanti del Renzetti che hanno ancora il pavimento in amianto». Ma l’ipotesi è ancora al vaglio dell’ingegnere Filippo Manci, perché non è affatto facile trasferire due reparti e spostare la Chirurgia in una palazzina lontana dalle sale operatorie, raggiungibili internamente con un percorso tortuoso. «È l’unico modo per dare agli utenti reparti nuovi», chiude Marongiu, «utenti che potranno contare anche su nuovi medici visto lo sblocco delle assunzioni». E per quanto riguarda i medici in Chirurgia si è corsi ai ripari dopo alcuni pensionamenti e difficoltà. Di medici ne restano otto, di cui due nuovi. Tre giorni fa, infatti, è andato in pensione dopo 40 anni (1° marzo 1977) Giancarlo Staniscia. Ma il suo non è un pensionamento semplice, perché Staniscia “era” la chirurgia, la memoria storica del reparto, colui che lo ha retto nei periodi di interregno, che operava a ritmi incredibili. Non sarà facile sostituirlo.

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