«La città è insicura» Trenta negozianti scrivono al sindaco
CHIETI. Atti di vandalismo, sporcizia, territorio non controllato: dai negozianti del centro storico di Chieti è partito insieme un grido d'allarme e un invito perché ci siano immediati interventi...
CHIETI. Atti di vandalismo, sporcizia, territorio non controllato: dai negozianti del centro storico di Chieti è partito insieme un grido d'allarme e un invito perché ci siano immediati interventi tesi a sanare le situazioni esistenti.
Questo il senso di una lettera firmata da una trentina di commercianti che operano in pieno centro cittadino, lungo corso Marrucino e vie adiacenti, indirizzata in data 22 novembre al sindaco Umberto Di Primio. A prendere l'iniziativa alcuni storici commercianti teatini che si sono dichiarati stanchi di subire, in momenti in cui il commercio purtroppo vive momenti di difficoltà dovuti alla incombente crisi economica,, situazioni penalizzanti per il loro impegno e il loro lavoro. Questo il testo della lettera: «Egregio sindaco, da molto tempo noi commercianti del centro storico di Chieti siamo vessati da una serie di problemi che possono essere superati solo con l'intervento deciso delle autorità. Infatti si ripetono giorno e notte atti di vandalismo. Durante gli orari di apertura gente di ogni tipo viene a chiedere soldi. Deiezioni di animali non raccolte ci obbligano a pulire insistentemente i marciapiedi. Ragazzi con le loro moto scorazzano ad alta velocità. Chiediamo quindi la presenza di qualche vigilanza o controllo, per lavorare senza ulteriore difficoltà, rispetto a problemi di altro genere che già attanagliano il nostro settore».
Gli atti di vandalismo hanno riguardato vetrine e mura, con danni anche di una certa consistenza che spesso interessano anche edifici e strutture pubbliche, come, per fare un tangibile esempio, le tabelle poste davanti monumenti storici che la città ha la fortuna di avere che sono ormai del tutto illeggibili, senza che nessuno si preoccupi di pulirle o sostituirle. «E' il senso di abbandono che subiamo che ci sconforta» dicono i firmatari della lettera-appello al primo cittadino. L'accattonaggio è un altro problema, reso davvero tale intanto dal gran numero di questuanti che si incontra lungo la via principale della città, ma anche dal fatto che ci siano alcuni che stazionano in modo permanente davanti ai negozi con effetti certamente non positivi per gli esercenti e per i clienti. «Ci rendiamo conto» è sempre la voce dei commercianti che si sono rivolti a noi per echeggiare la loro richiesta di aiuto «che ci muoviamo in un campo delicato, ma il nostro non è certamente razzismo, ma solo la difesa del diritto di ogni cittadino (e di chi gestisce un negozio) ad essere lasciato in pace, senza doversi addirittura difendere da richieste i peraltro fatte spesso con una insistenza non accettabile, al limite della violenza».
La richiesta di intervento è stata fatta al sindaco, come massima autorità cittadina, ma è intenzione dei firmatari della lettera estendere la loro richiesta di più attenzione per le problematiche della sicurezza nel centro cittadino anche al Prefetto, come rappresentante del governo, e a polizia e carabinieri. «Siamo pronti a chiamare in causa chiunque ha mezzi e potere di fare qualcosa per garantire al centro storico non solo sicurezza, ma anche il rispetto della dignità di una città come Chieti, con i suoi tremila anni di storia che meritano considerazione e rispetto, non le continue offese e umiliazioni a cui siamo costretti ad assistere quotidianamente».
Insomma quello fatto, assicurano i firmatari della lettera, è solo il primo necessario passo per porre il problema, ma ci saranno altre iniziative se non arriveranno risposte concrete.

