La città resta senza cinema Chiuso anche il Maestoso

La struttura ha terminato le proiezioni il 19 gennaio: va ristrutturata Ma i fondi che il Comune aveva messo da parte sono stati usati per lo stadio
LANCIANO. È ufficiale: il cinema Maestoso ha chiuso i battenti, forse per sempre. La notizia della chiusura dell’unico cinema cittadino rimasto, con 4 sale di proiezione di cui una enorme, capace di ospitare 700 spettatori, è di questi giorni. A conferma dell’ineluttabile destino del cinema di via Bellisario, nel quartiere Santa Rita, c’è anche il fatto che le rassegne Retrogusto e Punti di vista hanno dovuto trovare posto in altre strutture: il teatro Fenaroli a Lanciano e il multisala Ciakcity di Rocca San Giovanni. E la programmazione dei film della settimana è presente solo nella struttura di Rocca San Giovanni, a sei chilometri da Lanciano.
I precedenti. Il Maestoso vacillava da tempo. Già nel 2010 il responsabile della gestione della struttura, Sergio Rendine, aveva avvertito del pericoloso declino del multisala. «Senza una progettualità da parte del Comune, proprietario del complesso», aveva detto Rendine, «questo cinema è destinato a morire». La struttura ha bisogno di manutenzione e di ristrutturazione. Da qualche anno il Maestoso apre soltanto pochi mesi, per lo più durante il periodo natalizio. E pian piano le giornate di riposo si sono allungate sempre di più. Quest’anno il cinema di via Bellisario è rimasto aperto solo dal 31 ottobre al 19 gennaio. Nel frattempo nessuno si cura dell’immondizia e delle erbacce che crescono attorno all’ingresso del cinema.
La struttura. Il Maestoso è stato riaperto nel 1997 per volere dell’ex sindaco Nicola Fosco. L’edificio, del valore di diversi milioni, è situato nel rione più popoloso della città e doveva servire anche a rivitalizzare la zona, per anni degradata. Il gestore della struttura possiede anche il multisala Ciakcity di Rocca San Giovanni e ha una concessione di 40 anni.
Il passaggio al digitale. Ad affossare definitivamente le sorti del Maestoso è stato anche l’avvento della tecnologia digitale. Dal 31 dicembre scorso la pellicola cinematografica è definitivamente morta. Nel mondo non esistono quasi più le fabbriche che producono pellicole in triacetato di cellulosa. I cinema devono quindi adeguarsi, ma non tutti ci riescono. In Italia, ad esempio, sono a rischio più di mille sale. Tra queste il Maestoso, che ha bisogno di un investimento molto costoso che tuttavia ha già riguardato il Ciakcity.
Il contenzioso con il Comune. La società che gestisce le sale a Rocca e Lanciano aveva da tempo interrotto i rapporti con Palazzo di città, complice una vicenda finita in tribunale qualche anno fa, nel corso dell’amministrazione Paolini. Il Maestoso era stato costretto a chiudere per inagibilità per via dell’enorme mole di reperti storici e cimeli di un privato accumulati nella struttura a cui il Comune aveva concesso l’utilizzo temporaneo dei sotterranei. Non è andata meglio con l’amministrazione del sindaco Mario Pupillo che, all’inizio del suo mandato, aveva intavolato un confronto con la gestione. Per rivitalizzare e rilanciare la struttura di Santa Rita sarebbero stati necessari circa 200mila euro, soldi che poi stornati riqualificare lo stadio Biondi. Ma non sono stati fatti accordi, nè pianificazioni per coinvolgere scuole, associazioni, laboratori di teatro, società sportive. Del Maestoso, che perde assieme alla fruizione delle sale anche il posto di lavoro di tre dipendenti, resta una scatola vuota, una cattedrale nel deserto in una città di circa 36mila abitanti che per andare a vedere l’ultimo film italiano candidato agli Oscar dopo 9 anni, devono andare a Rocca San Giovanni.
Daria De Laurentiis
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