La città dice addio a Lulluccio, barbiere con Lanciano nel cuore

13 Dicembre 2023

Raffaele Marino fu tra i soci fondatori del Mastrogiurato e dell’associazione del quartiere Civitanova Attivo nell’organizzazione delle Feste di settembre, aveva aperto la bottega dietro il Corso nel 1974

LANCIANO. Se ne va un pezzo di storia di Lanciano. Anzi, un pezzo dell’anima. Si è spento ieri a 78 anni “Lulluccio”, al secolo Raffaele Marino, non solo tra i barbieri più noti della città ma anche instancabile animatore di manifestazioni ed eventi culturali, dalle associazioni di quartiere al Mastrogiurato, oggi una delle rievocazioni storiche più importanti della regione. All’inizio degli anni ’80, Marino fu infatti tra i soci fondatori del sodalizio che volle riscoprire la figura del magistrato che amministrava le fiere, per secoli fulcro dell’economia cittadina.
Nato nel settembre del 1945 nel quartiere Civitanova, al rione dove era cresciuto Lulluccio era rimasto fortemente legato, nonostante il trasferimento a Santa Rita, nella casa di via Marciani dove ha vissuto fino a quando non è stato costretto a trasferirsi nella residenza per anziani Santiago, dove ieri è venuto a mancare. Fu infatti tra i soci fondatori anche dell’associazione di quartiere e, da lancianese addavere qual era, stretto collaboratore di più comitati del Settembre lancianese. Ha fatto parte quello presieduto da Ennio Stella, che curò le memorabili Feste del 2004 che si conclusero con il concerto di Lucio Dalla, e in seguito nelle annate in cui fu presidente Luciano Fratengelo. Raffaele Marino in particolare d’abitudine seguiva il settore che riguardava i complessi bandistici, altra sua grande passione. A questa univa poi quelle sportive: del ciclismo, settore nel quale, sempre insieme al cavalier Stella, contribuì a portare a Lanciano eventi di rilievo nazionale, e soprattutto del calcio, con il Lanciano che ha sempre seguito con grande attaccamento.
Per tutti in città Lulluccio era sinonimo di barbiere. Un’arte, quella di barba e capelli, che ha praticato per tutta la vita. Gli inizi ad appena sette anni, in una bottega del suo quartiere, nella zona di Santa Maria Maggiore. Da “spazzola, ragazzo!” è arrivato alla bottega dietro corso Trento e Trieste, all’incrocio tra via Cacciaguerra e via Duca degli Abruzzi, dopo essere stato alle dipendenze di alcuni tra gli storici barbieri di Lanciano, come Eligio a Massimini. Aprì il suo salone dietro il Corso nel 1974, appena tornato dal Sud Africa dove aveva lavorato sei anni, ovviamente come barbiere.
Nel 2009 è andato in pensione e ha passato l’attività all’allievo e nipote Nicola Valerio, che la continua tutt’oggi con il nome “Nicola style”. Una pensione che però non ha tenuto lontano Lulluccio da forbici e pettine, pennello e rasoio. Pur non lavorando a pieno regime, ha continuato a servire amici e clienti abituali: un colpo di forbici e due chiacchiere, su quella vecchia partita, i tempi delle corse dei cavalli all’ippodromo e l’argomento del momento in città. Oggi alle 15.30 nella cattedrale della Madonna del Ponte i funerali.
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