La città dà l’addio a De Grandis «La sua morte non resti inutile»

19 Febbraio 2022

In cattedrale l’ultimo saluto al “pittore della notte” ucciso domenica sotto casa a colpi di pistola Applausi all’arrivo del feretro. L’omaggio del figlio Roberto col flauto. Il vescovo: mai più fatti così

LANCIANO. «Tutti quanti insieme dobbiamo darci da fare perché questa morte non resti inutile». È la responsabilità a cui l'arcivescovo Emidio Cipollone chiama la comunità frentana davanti alla morte inspiegabile di Francesco De Florio De Grandis, per tutti “Ciccillo”, freddato a colpi di pistola sotto la sua abitazione. Per questo efferato omicidio è in carcere Amleto Petrosemolo, 70 anni, vicino di casa della famiglia De Grandis. Ieri mattina, in cattedrale, l'addio commosso al “pittore della notte”.
L'OMAGGIO DEL FIGLIODall'ospedale di Chieti il feretro di Ciccillo arriva in piazza Plebiscito poco prima delle 10.30. A ricoprire la bara un cuscino di rose bianche e anthurium della moglie Liliana, scortata in chiesa dai figli Franco, Roberto e Carmine. Un applauso accompagna l'ingresso di Ciccillo nella cattedrale della Madonna del Ponte, dove domenica mattina si stava recando per partecipare alla messa. A pochi passi dal portone di casa, in via Cipollone a Santa Rita, Petrosemolo gli ha scaricato addosso quasi l'intero caricatore di una Beretta calibro 9, andando a segno quattro volte più altre di striscio. Ciccillo è morto in strada, crivellato di colpi. Petrosemolo è accusato di omicidio volontario, aggravato da futili e abbietti motivi. In chiesa risuonano le note di Fratello sole e sorella luna, dal Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi, con cui il figlio Roberto, flautista e concertista di caratura internazionale, omaggia il padre artista.
LE PAROLE DEL VESCOVOIl rito funebre è presieduto dall'arcivescovo, monsignor Emidio Cipollone. A concelebrare c'è anche don Nicola Giampietro, parroco del quartiere Santa Rita dove vittima e carnefice abitavano ed erano entrambi conosciuti. «Certe volte vorremmo strappare alcune pagine della nostra vita», dice il vescovo, «ma la vita, come il Vangelo, non ci fa sconti. Francesco è il seme caduto in terra che però sta lavorando per portare frutto. È difficile da accettare, umanamente impossibile. Ognuno di noi deve operare perché la fede porti i suoi frutti e questi orientino anche i comportamenti della vita sociale e civile. Tutti dobbiamo sentirci coinvolti da questo evento per fare in modo che non accada più». Non cita mai l'indagato, ma ammonisce tutti al cambiamento. «Non posso fare quello che mi passa per la mente, possedere armi e usarle, sparare quando voglio e in ogni circostanza», rimarca monsignor Cipollone, «impariamo a rinnegare noi stessi, a non considerarci l'ombelico del mondo. Di Francesco si diceva che era pittore della notte», continua, «noi siamo chiamati ad essere artisti del giorno, della luce. Chi spara, chi uccide, chi fa violenza, chi pensa solo a se stesso, è figlio delle tenebre».
IL RICORDO DEL SINDACOA nome di tutta l'amministrazione comunale il sindaco Filippo Paolini porge le condoglianze ai familiari di De Grandis e ne traccia un ricordo sentito e commosso. «Ciccillo era un uomo semplice, mite, la sua è una morte assurda», dice il primo cittadino ricordando le visite in studio e i quadri donati al Comune, «è un amico che conosco da tantissimi anni e che mi ha insegnato molto. Era un lancianese verace e un artista vero, spaziava dalla musica al disegno, dai lavori con la cartapesta. Per lui non esisteva il privilegio, nella vita si è sempre guadagnato tutto da solo. Ha lottato nei momenti di difficoltà, per questo l'ho sempre apprezzato, e mi ha insegnato che anche nei momenti di difficoltà si può essere sereni. Ciccillo ci è stato tolto troppo presto». Tra i presenti alle esequie ci sono lo scrittore Remo Rapino, lo scultore Paolo Spoltore, il poeta Marcello Marciani, il cantante Sandro Micolucci.
LA FAMIGLIA«Oggi è il giorno del saluto a un figlio, a un marito, a un papà», dice l'avvocato Fabio Palermo, che assiste i familiari, «per il resto ci sarà tempo e modo. La famiglia mi ha pregato di ringraziare il sindaco di Lanciano che ha onorato Ciccillo con la sua presenza e con le sue parole ha fatto in modo che la famiglia De Florio De Grandis avvertisse l'affetto di tutta la città. È venuto meno un grande artista e soprattutto un grande lancianese».
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