La città esclusa dal comitato Asl Ora il centrodestra fa autocritica

Di Bucchianico (FdI): manca una leadership autorevole. Tavani (FdI): sbagliato demolire un territorio D’Amario (FI): mancata organizzazione nella coalizione. Il sindaco Paolini: sveltina del centrosinistra
LANCIANO. «Quanto successo è l’ennesima dimostrazione che il nostro territorio subisce la mancanza di una leadership politica autorevole, forte, che abbia la capacità di mettere insieme un ampio territorio». La politica, e in particolare Fratelli d'Italia per voce del coordinatore cittadino e capogruppo in consiglio comunale Gabriele Di Bucchianico, fa autocritica sulla mancata elezione del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, nel comitato ristretto dei sindaci Asl. «Ci stiamo abituando a scaricare le nostre responsabilità su altri e su altro. Anni addietro il problema era in mano al territorio chietino, adesso la colpa sembrerebbe essere del Vastese», prosegue Di Bucchianico, «mai nessuno che facesse autocritica. Paolini è un autorevole sindaco di una città di 36.000 abitanti che ha avuto la capacità e l’intelligenza di rimettere insieme il centrodestra lancianese edha tutta la nostra stima e il nostro sostegno», conclude l'esponente FdI, «però, quando una città “gioca a candidarsi alle regionali” presentando innumerevoli candidature senza nessuna possibilità di riuscita (a destra e a sinistra) gioca a danno del proprio territorio. In consiglio comunale è stato presentato un ordine del giorno che metteva in evidenza la compattezza su questo argomento, salvo poi lasciare tutto fermo fuori dai nostri confini. Occorre un lavoro certosino, di ricomposizione del territorio a partire dai sindaci dei comuni vicini. Bene ha fatto Paolini a ritirare la propria disponibilità».
«Ci sono due tipi di approcci in queste cose», rimarca invece il coordinatore provinciale di FdI, Antonio Tavani, «quello politico e quello logico che vedrebbe comunque il sindaco di una città sede di un ospedale Dea di primo livello, presidente di questo comitato, a prescindere dal colore politico. Fermo restando che i sindaci di quel comitato sono e devono essere i rappresentanti di tutti. Sbaglia chi pensa di demolire questo o quel territorio». «Come Forza Italia abbiamo fatto il possibile per presentare Paolini in modo compatto», dice il coordinatore provinciale Daniele D'Amario, sottosegretario alla presidenza della Regione, «derubrico quanto accaduto in una mancata organizzazione all'interno del centrodestra».
Ma per lo stesso sindaco Paolini si sarebbe trattato di ben altro. «È stata una sveltina del centrosinistra», commenta amareggiato il primo cittadino di Lanciano, «d'accordo con il sindaco di Gissi. Si è fatto finta di mettere a disposizione il quinto posto a Lanciano, per poi votare il sindaco di Gissi che nel suo discorso di presentazione della candidatura ha espresso il suo disappunto nei confronti di questa Asl, ma penso che essere contrari ad una dirigenza espressa dalla Regione non debba essere l'unico motivo per far parte di un comitato ristretto. Purtroppo sono giochetti che non fanno bene alla politica. Prima questo non accadeva, i sindaci di centrodestra votavano sindaci di centrosinistra e viceversa. Il comitato ristretto è un organo consultivo, è importante, ma posso avere rapporti diretti con la dirigenza Asl come ho fatto in questi due anni, è altrettanto importante invece lavorare tutti insieme. Dal canto mio sono sereno, ho visto sia Tiziana (Magnacca, ndc) che Nico (Campitelli, ndc) che mi hanno rassicurato sull'assenza di qualsiasi strategia».
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