La città non dimentica il 20 aprile

Ricordate le vittime del bombardamento aereo nazista del 1944
LANCIANO. Ricordare il bombardamento di Piazza Plebiscito del 20 aprile 1944 per chi l’ha vissuto direttamente significa ricordare ancora l’orrore di quei corpi straziati e il fiume di sangue che aveva dipinto di rosso le palazzine circostanti. Quel malefico giorno di 73 anni fa il cielo era parzialmente nuvoloso e piazza Plebiscito era piena di veicoli civili e militari alleati oltre che di lancianesi pieni di dolore e orgoglio dopo le tragiche uccisioni dei Martiri Ottobrini, avvenute solo pochi mesi prima. Nella Val di Sangro la linea Gustav aveva già ceduto il passaggio agli alleati, anche se resisteva ancora nell’entroterra montano e Lanciano era la città che si era ribellata all’esercito nazista che con l’avanzata del fronte alleato lo aveva fatto fuggire alle porte di Ortona, che sarebbe poi diventata la “Stalingrado” abruzzese nello scontro finale. Nessuno poteva immaginare quello che stava per accadere in piazza Plebiscito ma l’improvviso rombo in cielo dei motori degli Stukas, i famigerati caccia militari della Luftwaffe con la croce uncinata, avevano appena fatto scattare l’allarme tra i numerosi presenti quando cominciarono a piovere bombe in mezzo alla folla.
Non c’era nulla da fare davanti a quel feroce attacco dal cielo che causò il sacrificio di numerosi civili locali e soldati della coalizione britannica costituita da inglesi, canadesi, indiani, neozelandesi, australiani e tante altre giovani vite che trovarono la morte. «Ricordo con angoscia il sangue dappertutto», racconta Ennio De Benedictis, presidente dell’associazione “Il Frentano d’oro” durante la cerimonia in ricordo delle vittime, «e i tanti corpi dilaniati dalle bombe, una terribile carneficina». Nel 73° anniversario l’amministrazione comunale di Lanciano ha voluto ricordare le vittime con una cerimonia in piazza, presenti le associazioni d’arma e combattentistiche, le autorità militari e civili e diverse scolaresche tra cui gli studenti del Canadian College, che hanno deposto una corona alla lapide collocata nel 2012 su una parete del municipio. Il vice sindaco Pino Valente e lo scrittore Mario Salvitti hanno ricordato le vittime della ritorsione nazista quando si stava già configurando la sua prossima definitiva sconfitta sul campo, avvenuta poi nei mesi successivi. Al termine della cerimonia, nell’ex Casa di conversazione, sono stati consegnati riconoscimenti a diversi cittadini parenti delle vittime e, in qualche caso, anche testimoni diretti del bombardamento. A loro la targa “Ricordo quel giorno, i tempi mutano la memoria resta”.
Arnolfo Paolucci

