La città non rispetta la disabilità: barriere dappertutto

23 Maggio 2017

Di Paolo: «Subito il piano di eliminazione degli ostacoli Così non va, Chieti ancora non è costruita in modo civile»

CHIETI. Sappiamo tutti cos’è una barriera architettonica. La teoria ci informa che è l’ostacolo sul quale si imbattono le persone affette da disabilità fisica quando incontrano un marciapiede privo di scivolo, una gradinata priva di servo scala, un edificio di più piani sprovvisto d’ascensore e così via.
Quante persone, però, oltre alla teoria concepiscono praticamente cosa si prova a scontrarsi con una barriera?
Chiudete gli occhi. Provate ad immaginarvi su una sedia a rotelle.
Non avete possibilità di potervi alzare, le vostre gambe sono paralizzate e siete già dentro il vostro peggior incubo, giusto? Questo non è niente. Immaginate di passeggiare per le stradine tortuose di Chieti dove la pavimentazione non è regolare perché l’asfalto è vecchio e abbandonato. Una ruota della vostra sedia colpisce un dosso e si impenna. State per cadere giù dalla sedia ma non lo fate solo perché al vostro fianco c’è qualcuno pronto a darvi una mano. Proseguite nella vostra passeggiata chietina. Il vostro amico vuole entrare in un negozietto, vorreste accompagnarlo, non potete.
Siete costretti a restare seduti: il negozio possiede un gradino che vi impedisce di entrare autonomamente. Per caso pretendete anche di ottenere il diritto ad usufruire del parcheggio disabili? Chiedete decisamente troppo.
I parcheggi speciali sono pochissimi e spesso risultano essere già occupati da chi non potrebbe occuparli. Addirittura alcuni di questi parcheggi sono stati anche sostituiti dalle panchine, questo è accaduto in una delle estremità del corso Marruccino, proprio di fronte alla fontana dalle luci color arcobaleno. Ora siete arrabbiati e frustrati? Bene.
Il consigliere comunale di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, in una interrogazione del 18 maggio scorso ha sollecitato il sindaco e l’assessore di Chieti a redigere il Piano dell’eliminazione delle barriere architettoniche chiedendo loro spiegazioni sul perché Chieti non sia ancora una città costruita in modo civile.
Il 25 settembre 2015 il consiglio comunale approvò una mozione proposta da Giustizia Sociale, in cui si impegnava il sindaco e la giunta ad occuparsi dell’abbattimento delle barriere architettoniche nella città di Chieti.
La giunta, ai sensi dell’articolo 48 del Testo unico degli anti locali, è tenuta ad occuparsi degli indirizzi forniti dal consiglio comunale ma ad oggi, l’amministrazione comunale non si è minimamente occupata di rispettare il diritto all’autonomia delle persone con disabilità.
Non ci sono alti valori socio-culturali e non discriminatori di cui vantarsi, poiché qui proliferano solo ignoranza e inciviltà.
Nadia Di Iorio
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