La città si spacca sui prelievi al Colle

24 Maggio 2017

Le reazioni al traferimento del reparto dall’ospedale in centro

CHIETI. Fa discutere il trasferimento del Centro prelievi dal nuovo Santissima Annunziata all’ospedale vecchio. Da un lato c’è la politica: per il Partito democratico, per il sindaco Umberto Di Primio e per l’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo quella decisione è una vittoria. Dall'altro i cittadini, alcuni dei quali - soprattutto a Chieti Scalo - non hanno digerito lo spostamento del servizio sulla parte alta della città.
Le reazioni. Questo lo sfogo di un residente, Luigi Silveri: « Arrivare al centro prelievi di Colle dell’Ara per gli utenti giornalieri che hanno bisogno di tale servizio ad oggi è molto comodo visto che il trasporto pubblico è coordinato per tutto il bacino che va da Brecciarola a San Martino, dove risiede la percentuale maggiore degli abitanti della città. Sarebbe stato giusto», prosegue Silveri, «trovare una giusta pianificazione lasciando ll servizio a Colle dell’Ara per gli utenti della “parte bassa” e aprire lo stesso servizio nell’ex ospedale per l’utenza che abita nella “parte alta”». Poi una considerazione: «Immagino l’utente anziano che per problemi diagnostici ha bisogno in contemporanea di un prelievo e poi di una visita specialistica nei vari reparti ubicati al sesto livello del policlinico di Colle dell’Ara. Questo forse non interessa ai nostri politici regionali e comunali che pensano solo a tagliare nastri». Ma non finisce qui. Così si sfoga su tutto Lello Carapelle, promotore del Comitato per la salvaguardia dei diritti dei cittadini di Chieti Scalo: «Chieti non è corso Marrucino. Non condividiamo minimamente il modo di gestire la città sia da parte della maggioranza sia da quella della minoranza, stando fuori da qualsiasi forma politica e partitica. C’è bisogno di persone che conoscano le esigenze e i problemi reali dei cittadini». E continua: «Siamo consapevoli che la parte alta della città sta morendo. Però questo dipende sia dalla politica sia dai cittadini che vivono la parte alta e che non guardano oltre il loro naso. La salvezza di Chieti oggi è lo Scalo, la parte che produce l’ottanta per cento del Pil cittadino». E precisa: «Non abbiamo interessi politici: le responsabilità sono da tutte le parti». E ancora, critiche arrivano anche dall’associazione Magnifica comunità teatina: «Riguardo all’inaugurazione del centro prelievi al vecchio ospedale, si sta assistendo a spostamenti di servizi tra Chieti centro e Chieti scalo ma non ci sono servizi e unità operative aggiuntive, come è successo per altri ospedali della provincia», ricorda il vicepresidente dell’associazione, Stefano Fagnano, «i gruppi consiliari del Pd e di Chieti per Chieti hanno annunciato una loro vittoria, ma sulle Uccp si è in attesa di applicare un istituto normativo nazionale dal 2012. Vorremmo capire dove stanno i meriti della politica locale e cosa stanno facendo per far ottenere al policlinico teatino il Dea di II livello».
Un trasferimento giusto? Il sindaco risponde di sì, ritenendosi soddisfatto per l’attivazione dei servizi nell’ex ospedale: «La necessità di riattivare l’utilizzo degli immobili presenti in città, dando risposte alle esigenze di numerosi cittadini, nonché di rianimare la parte alta di Chieti, in particolare la zona di piazza Garibaldi-Pietra Grossa, è stata una delle priorità su cui la mia amministrazione ha lavorato sin dal maggio 2010». Poi Febbo: «Questi laboratori sono il compimento di un percorso iniziato quando ero al governo regionale. Non è un progetto di oggi. Su questo già deliberammo. Sono perfettamente favorevole, una scelta positiva, anche per rivitalizzare la zona alta della città teatina». D’accordo anche l'assessore comunale al commercio, Carla Di Biase: «Sono favorevole alla scelta, un polo che ridarà respiro al Colle. Bisogna avere la maturità di una visione unica della città, contando che il nuovo Centro è servito da un parcheggio e di fronte ci sono fermate del trasporto pubblico. Bisogna avere la maturità di affermare una visione unica della città».