la cittÁ in mano ai violenti

9 Marzo 2015

CHIETI. Neanche Cristo si è salvato dal rogo della scuola materna di via Ravizza. La Croce è fusa dal fuoco all’ingresso dell’asilo. É un atto vandalico che non ha precedenti, indigna e preoccupa. É...

CHIETI. Neanche Cristo si è salvato dal rogo della scuola materna di via Ravizza. La Croce è fusa dal fuoco all’ingresso dell’asilo. É un atto vandalico che non ha precedenti, indigna e preoccupa. É un attacco alla città. L’incendio che ha distrutto banchi, giochi, disegni, intere aule, la mensa e la cucina, è devastante.

Entrando nella scuola di due piani, ristrutturata quattro anni fa, tra la Civitella e l’istituto Magistrale, si viene avvolti da un odore acre che brucia il respiro. Il corridoio, sia a destra sia a sinistra, è nero di fuliggine. In fondo a destra si apre la prima stanza. Tutto è avvolto dal buio, ma il flash della macchinetta illumina una scena infernale. Di quella classe resta solo cenere. Lo stesso è accaduto nell’aula di fronte, mentre i bagni sono letteralmente invasi dalla polvere bianca degli estintori che i vandali hanno scaricato prima di dare fuoco all’asilo del Comprensivo 1 diretto da Serafina D’Angelo. Sempre a pian terreno ci sono la mensa nera come la pece e, accanto, la cucina distrutta. Restano senza parole l’assessore e l’operaio del Comune che ieri, alle 16, si sono attivati per stimare i danni. La notizia però è rimasta sotto traccia fino a ieri pomeriggio come se nessuno volesse allarmare la città. Il Comune infatti ne è venuto a conoscenza molte ore dopo l’incendio. Né la polizia né i carabinieri hanno contattato il sindaco durante la mattinata. Oggi Di Primio sporgerà denuncia contro ignoti. L’ennesima. É un rogo avvolto dal mistero che solo in parte viene svelato se si sale al primo piano dove compaiono scritte inquietanti sul muro, accanto a decine di oggetti, proiettori, macchinette fotografiche, strumenti musicale, colori e disegni, fatti a pezzi. Quelle scritte simboleggiano il diavolo: sono stelle a cinque punte, con il numero 6 ripetuto tre volte. Poi però anche un’altra parola: stupro.

Sono entrati dal terrazzo, i vandali, hanno devastato la scuola che fino a settembre, ha accolto per quattro anni i bambini della Cesarii, quindi è stata chiusa ma utilizzata come deposito di centinaia di oggetti. Hanno bivaccato i vandali in quelle aule bevendo birra di sottomarca e spaccando le bottiglie ed i vetri delle finestre. Infine hanno scaricato gli estintori e appiccato il fuoco che ha cancellato tutto, anche le loro tracce.

Solo un oggetto si è salvato dal rogo: è il disegno di due bimbi, uno biondo, l’altro nero che sorridono e si tengono per mano.