«La corona rubata? Una vergogna»

Sisofo, il sindaco di Villamagna, dopo il furto in chiesa: i ladri conoscevano il posto
VILLAMAGNA . «Vi dovete vergognare». Così Renato Giovanni Sisofo, primo cittadino di Villamagna, si rivolge ai ladri che hanno posto sul capo della statua di Santa Margherita, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, una corona in latta e rubato quella originale. «Ci attendiamo il ritorno della corona vera», prosegue Sisofo, portavoce di una comunità oggi offesa nella fede e nella devozione alla santa patrona di Villamagna. Un furto dal basso valore economico ma che però ha turbato gli animi di tutto il paese, affezionato e devoto alla Santa che nel Cinquecento salvò il paese di Villamagna dagli invasori.
«Ciò che fa più male», prosegue Sisofo, «è il gesto vergognoso e immorale di queste persone o di chiunque sia stato». Le dinamiche e il momento preciso dell’accaduto sono ancora da ricostruire, ma probabilmente si pensa che il furto sia avvenuto intorno al 30 ottobre quando alcune donne addette alle pulizie avevano notato che la corona sul capo della statua era un po’ storta. A far suonare l’allarme sullo scambio di corona è stata una fedele lo scorso sabato sera e ha subito allertato il parroco della Chiesa, don Arnaldo La Cioppa, che ha quindi presentato denuncia alla caserma dei carabinieri del paese. La corona posta sul capo della Santa, ricorda il sindaco, «non era di grande valore economico perché altrimenti non l’avremmo lasciata esposta in quel modo». Il danno nei confronti della Santa rappresenta oggi «un danno morale nei confronti della parrocchia e della comunità di Villamagna», afferma il primo cittadino. Mentre proseguono le indagini e il controllo delle videocamere di sorveglianza, il sindaco ricorda ai cittadini di prestare attenzione in paese perché segnala che «ultimamente si stanno verificando furti anche nelle abitazioni private». Per il quanto riguarda il furto della corona di Santa Margherita le ricerche, però, si restringono. «Non mi voglio pronunciare», prosegue il sindaco, «ma probabilmente è stato qualcuno che conosceva bene l’ambiente». E l’ipotesi del primo cittadino non fa una piega perché suggerita dal fatto che la corona falsa usata dai ladri era molto simile a quella vera. Una dinamica che fa pensare che i responsabili dovevano conoscere molto bene la statua e gli orari di apertura della chiesa di Santa Maria Maggiore.
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