La Corte dei conti al Comune: «Serve una gestione prudente»

I magistrati sospendono il giudizio in attesa che il ministero dia il via libera al predissesto finanziario «Va mantenuto il bilancio in ordine per non compromettere l’attuazione del piano di riequilibrio»
CHIETI. Arriva il primo riscontro della Corte dei conti sul Piano pluriennale di riequilibrio presentato dall’amministrazione per evitare il dissesto economico e finanziario. I magistrati della Corte devono dare il via libera all’operazione, così come deve fare il ministero dell’Interno. Al momento la Corte non si esprime, ma richiamando il Comune ad atteggiamenti di maggiore «prudenza» in tema economico e finanziario. La decisione di non sciogliere la riserva è dovuta al fatto che la Corte è in attesa della relazione finale sul piano da parte del dicastero. Ma, nonostante la sospensione del giudizio, la Corte non rinuncia a richiamare il Comune a una stretta osservanza di un percorso economico-finanziario più virtuoso, altrimenti salta la rotta dell’intero Piano di riequilibrio.
INVITO ALLA PRUDENZA
La Sezione di controllo della Corte dei conti «sospende», si legge nella delibera, «l’esame della gestione finanziaria del Comune di Chieti fino alla trasmissione da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali operante presso il ministero dell’Interno della relazione finale sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale deliberato dal Comune». E invita «ad adottare misure prudenziali che non compromettano, in chiave prospettica l’attuazione delle misure previste nel Piano di riequilibrio finanziario pluriennale per supportare il particolare le entrate dell’ente, nonché il mantenimento dell’equilibrio di bilancio e di un’ordinaria gestione finanziaria».
COSA DICE LA CORTE
Nelle 23 pagine della delibera, a firma del relatore Giovanni Guida e del presidente Stefano Siragusa, si ripercorre la storia dell’ente. Occhi puntanti, in particolar modo, sui rendiconti di gestione del 2018, 2019 e 2020, visto che per quanto riguarda il 2015, 2016 e 2017 la Sezione di controllo aveva già accertato diverse criticità, tra cui una «rilevante e perdurante crisi di liquidità» e «la violazione del patto di stabilità nell’esercizio 2015». Anche nel successivo triennio, vengono rilevate «gravi criticità». A partire dal continuo ricorso alle anticipazioni, per continuare con l’incapacità di riscuotere il dovuto, che – detto con le parole dei revisori dei conti – si traduce nella «scarsa propensione dell’ente a incidere sulle riscossioni affidate in concessione a enti esterni e a società partecipate». La Corte torna a sottolineare, dunque, il problema, ormai più che noto, della riscossione: «In via di estrema sintesi», scrive, «i fattori di squilibrio sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione che genera un’elevata mole di residui attivi, notevolmente superiore ai residui passivi. L’ente ha prodotto un disavanzo in fase di riaccertamento straordinario dei residui fino a giungere a 74.162.237 euro, certificato con il rendiconto 2020». Sono questi, in sostanza, i motivi che hanno portato la nuova amministrazione del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore alle finanze Tiziana Della Penna ad avviare la procedura di riequilibrio, il cosiddetto pre-dissesto, avviato il 29 dicembre 2020, e ad approvare, il 22 aprile scorso, il piano di riequilibrio.
ESPOSTO DELLE OPPOSIZIONI
Ma all’attenzione della Procura della Corte dei conti c’è anche un esposto, preparato e sottoscritto da tutte le forze d’opposizione in consiglio comunale, secondo cui il Piano di riequilibrio pluriennale è «inattendibile». L’inattendibilità, sostengono i consiglieri di minoranza, è dovuta al fatto che non c’è certezza su uno dei pilastri su cui si regge il piano, quello delle transazioni con i grandi creditori (Aca, Consorzio di bonifica, Deco e Banca Farmafactoring). Sul piano delle transazioni sembra che il Comune faccia fatica, come ha rimarcato il Consorzio di bonifica lamentando il mancato pagamento da parte del Comune della rata di dicembre.

