La Corte dei conti: «Lo squilibrio è legato alle scarse riscossioni»

5 Aprile 2022

«I fattori di squilibrio sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione». Con questa frase, la Corte dei conti scarica anche sulla Teateservizi la responsabilità dei conti...

«I fattori di squilibrio sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione». Con questa frase, la Corte dei conti scarica anche sulla Teateservizi la responsabilità dei conti in rosso del Comune, ormai avviato verso il predissesto a causa di un disavanzo da 78 milioni di euro. Il piano di riequilibrio pluriennale stilato dall’amministrazione Ferrara è ancora sotto l’esame del ministero dell’Interno e della Corte dei conti: se la Teateservizi finisse in fallimento, potrebbe saltare anche il predissesto e il Comune rischierebbe di ritrovarsi in dissesto. Il buco del Comune, quindi, è stato scavato anche con le tasse mai riscosse e, su questo, la Corte dei conti assegna responsabilità alla Teateservizi. Ma le quote della Teateservizi sono tutte del Comune. Se Ferrara è in Comune da appena un anno e mezzo, è vero che i conti sono peggiorati negli anni precedenti: Chieti è stata governata, dal 2010 al 2020, dal centrodestra con due mandati da sindaco per Umberto Di Primio. Sui comportamenti dell’amministrazione sulla Teateservizi, l’ultima relazione della Corte dei conti considera centrale un richiamo dei revisori comunali: «È stato chiesto di riorganizzare la Teateservizi. Ad oggi, nonostante la sostituzione di due amministratori, nessun problema sembra risolto». La Corte dei conti parla, quindi, di «scarsa propensione dell’ente (Comune, ndr) a incidere sulle riscossioni affidate in concessione a enti esterni e a società partecipate».