La Corte dei conti promuove l’ateneo

I magistrati: «La d’Annunzio opera in un contesto denso di prospettive e in positivo fermento scientifico. Ok anche i bilanci»
CHIETI. La Corte dei conti promuove l’università di Chieti-Pescara. La sezione regionale di controllo per l’Abruzzo ha approvato la relazione sulla “gestione economica-patrimoniale e finanziaria per l’annualità 2020” della d’Annunzio. Si legge nelle conclusioni del documento di cento pagine: «Il contesto in cui opera l’ateneo appare denso di prospettive e in positivo fermento scientifico, con aspetti di specificità relativi a progetti nazionali e internazionali. Gli organi di gestione appaiono riservare una particolare attenzione alla ricerca e alla proposta formativa sia per gli studenti sia per le ricadute esterne, garantendo – al contempo – adeguata attenzione agli equilibri di bilancio, rispetto ai quali questa Corte raccomanda sempre la massima vigilanza».
I NUMERI
I giudici contabili hanno previsto, nel programma di attività per il 2021, il monitoraggio sulla gestione del sistema universitario abruzzese e, dunque, anche della d’Annunzio guidata dal rettore Sergio Caputi. Scrivono i magistrati (presidente Stefano Siragusa, consigliere relatore Marco Villani, primo referendario Giovanni Guida): «L’ateneo d’Annunzio presenta un’ampia offerta formativa multidisciplinare, articolata in numerosi corsi di laurea triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico di cinque o sei anni. Per il 2020, si osserva un andamento decrescente del numero totale degli iscritti. Quelli provenienti da altre regioni costituiscono il 43,89 per cento, mentre gli iscritti stranieri il 2,43 per cento. Di contro, si registra un aumento delle immatricolazioni, che da 6.881 del 2019 passano a 6.944 nel 2020 (di cui il 43,22 per cento da fuori regionale e il 2,56 per cento immatricolati stranieri)». La Corte parla di «un utile di 9.361.324 euro, in consistente crescita rispetto all’annualità precedente quando era stato di 2.726.098 euro. Tale incremento è da ascriversi, prevalentemente, a un aumento dei contributi provenienti dal ministero dell’Università e della Ricerca e da altre amministrazioni centrali (+6,01 per cento) e dei proventi per la didattica (+31,80 per cento)».
I RISULTATI
«L’ateneo», è scritto ancora nella relazione, «ha operato negli ultimi anni una serie di scelte strategiche verso un comune obiettivo: incrementare significativamente la qualità della ricerca e della produzione scientifica. Un grande sforzo è stato fatto in questi anni per favorire la mobilità interna della docenza e incrementare le collaborazioni internazionali. L’incremento qualitativo della ricerca d’ateneo, valutabile attraverso una serie di indicatori specifici, ha dato luogo a risultati soddisfacenti e pressoché in linea con la media nazionale».
LEZIONI AI TEMPI DEL COVID
Le iniziative dell’ateneo per far fronte all’emergenza Covid «hanno avuto un forte impatto sul bilancio e hanno riguardato attività di sanificazione, di distanziamento, di adeguamento del lavoro in smart working, di utilizzo di necessarie attrezzature informatiche. L’università, inoltre, si è adoperata per la fruizione in massima sicurezza della didattica e la ricerca attraverso piattaforme digitali. Gli interventi infrastrutturali hanno riguardato le aule didattiche, il potenziamento della connettività di rete, dei componenti informatici per lo streaming delle lezioni, che hanno permesso al docente di effettuare la lezione in modalità blended, fruibile contemporaneamente dagli studenti fisicamente presenti in aula e dagli studenti in remoto in modalità online. Sono stati allestiti laboratori virtuali, consentendo agli studenti di collegarsi da remoto e poter utilizzare software specifici e banche dati».

