La crisi idrica diventa un caso: «Subito risposte contro i disagi»

Le parole rassicuranti della presidente dell’Aca Brandelli in vista dell’estate non soddisfano i politici Sinistra Italiana chiede conto dei lavori. La Lega alla Regione: «Inascoltata la proposta sulle autoclavi»
CHIETI . Per il gruppo consiliare della Lega il problema non è solo quanta acqua a disposizione c’è per il territorio, ma anche come poter aiutare i cittadini a far fronte alla crisi idrica. La Lega teatina ancora una volta decide di prendere una posizione scomoda, puntando il dito contro l’amministrazione regionale di cui è parte integrante. Non ha problemi, invece, ad attaccare apertamente Aca e Regione il circolo teatino di Sinistra Italiana che, infatti, chiede il conto ad Aca di quanto fatto per la città di Chieti che, con il suo acquedotto colabrodo, continua ad avere il triste primato della dispersione d’acqua nel territorio, con tutti i problemi di dissesto idrogeologico che questo comporta.
L’ATTACCO DELLA LEGA
Il capogruppo consiliare Mario Colantonio e i consiglieri Fabrizio Di Stefano, Liberato Aceto ed Emma Letta ci mettono di nuovo la faccia. Dopo l’attacco alla Regione sulla sanità, arriva adesso quello sull’acqua. Nel mirino non c’è tanto l’Aca, quanto la stessa Regione, dove la Lega ha presentato una proposta di legge sulle autoclavi che potrebbe contribuire ad alleviare il problema della crisi dell’acqua, ma che è rimasta ignorata. «Ormai la carenza idrica», scrivono i consiglieri leghisti, «è diventata una vicenda legata paradossalmente a una “ruota della fortuna” climatica. L’Aca fornisce anche consigli utili alla cittadinanza: “Sono necessarie le autoclavi” che “possono essere ricomprese nei piani di ristrutturazione bonus 110” e purtroppo fornisce giustificazioni di continui ritardi su opere fondamentali di miglioramento della rete idrica cittadina. Nessun cenno invece sulla proposta di legge regionale per l’installazione delle autoclavi».
LE AUTOCLAVI
La proposta di legge regionale è stata depositata dal capogruppo Lega Vincenzo D’Incecco. È stata scritta insieme al gruppo teatino della Lega e all’ex consigliere comunale leghista Marco Di Paolo. La proposta, se attuata, garantirebbe alle famiglie un contributo a fondo perduto tra i 250 e i 1.500 euro per l’installazione di un impianto autoclave e serbatoio di accumulo, e con un impegno finanziario della Regione di 2 milioni l’anno. Lo scorso 30 marzo i quattro consiglieri Lega, insieme a Di Paolo, hanno tenuto una conferenza stampa che si è tradotta in una sorta di appello per attuare e rendere efficace la legge al più presto. Ma nulla, la Regione è rimasta sorda.
L’ATTACCO DELLA SINISTRA
«L’Aca, nella persona della presidente Giovanna Brandelli, torna a scaricare sui cittadini-utenti l’onere della soluzione della crisi dotandosi di autoclave», dice Gennaro Garofalo, segretario del circolo di Chieti di Sinistra Italiana, «come se fosse possibile a tutti, e suggerendo l’utilizzo del bonus 110%, come se alle soglie della stagione più critica fosse possibile utilizzarlo in tempo utile. Brandelli si lancia anche in infondate previsioni sulla carenza di acqua nei prossimi mesi, come se il problema non fosse la disastrosa condizione della rete idrica della città di Chieti che disperde oltre il 75% dell’acqua che vi circola, e questo sia in condizioni di siccità che in condizioni di piena disponibilità di acqua. Sinistra Italiana chiede che l’Aca fornisca una informazione certa sui lavori degli ultimi 12 mesi sulla rete idrica di Chieti ed a quale riduzione della dispersione abbiano effettivamente portato questi lavori. Si parli di manutenzione e non di meteo e consigli per gli acquisti».
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