La crisi si sente a Ortona: 2.700 persone disoccupate

lI numero rischia di crescere rispetto all’ultimo rilevamento prima della pandemia L’allarme del consigliere Cauti: «Percentuale superiore alla media nazionale»
ORTONA. L’emergenza sanitaria legata al coronavirus mette in crisi il mondo occupazionale ortonese. Mentre il gruppo “Ho chiuso per riaprire” composto da oltre 1.600 partite Iva ha chiesto un incontro al prefetto di Chieti Giacomo Barbato, a cui esporre i problemi del settore che rischiano di avere gravi risvolti sull’intera comunità, emergono i dati legati alla disoccupazione in città. Numeri riportati nella nota di aggiornamento al documento unico di programmazione approvata in consiglio comunale, che ovviamente fanno riferimento ad un periodo antecedente alla fase emergenziale e che potrebbero lievitare per le conseguenze lockdown.
Secondo i dati forniti dal centro per l’impiego di Ortona sono 2.692 i disoccupati in città, di cui 1.210 uomini e 1.482 donne. «A me questo dato spaventa», sostiene il consigliere di minoranza Emore Cauti, perché su 15.020 cittadini in età di lavoro la disoccupazione è pari a 2.692 unità. Se andiamo a fare la percentuale questo dato rappresenta il 18% delle persone in età da lavoro». Confrontando le statistiche locali con il resto del Paese, «a livello nazionale il tasso di disoccupazione è al 10%, nel nord è al 6,5%, nel centro all’ 8,2-8,3% e il sud è fermo al 18%. Quindi purtroppo Ortona, seguendo e analizzando questo dato, ahimè, appartiene al sud e non al centro e neppure alla media nazionale», aggiunge Cauti. Il consigliere comunale rimarca l’importanza di questo problema che danneggia le famiglie ortonesi e per il quale «dovremmo un pò tutti, compatibilmente con la crisi che stiamo vivendo, impegnarci per cercare di invertire questo dato».
Dalla maggioranza il consigliere comunale Saul Montebruno ricorda che nel documento dello scorso anno il tasso di disoccupati era superiore e che quindi «i numeri vanno letti in un altro modo». Ma Peppino Polidori dall’opposizione ribadisce la «drammaticità» degli stessi numeri «perché il 18% di disoccupati non è uno scherzo, è superiore alla media». Lo stesso Polidori nei giorni scorsi ha inviato una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, dopo aver raccolto sollecitazioni da parte dei residenti di Villa Caldari, per i quali «è venuto il momento di dare un aiuto economico, almeno per il recupero di ciò che hanno perso come imprese, come agricoltori, come lavoratori, come professionisti autonomi». Infine aggiunge: «Sostenere Caldari, le sue molteplici attività produttive, significa anche ridare respiro a tutto ciò che è connesso a questo polo produttivo e di conseguenza alla città di Ortona».
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