La cura per salvare Rianimazione «Intervengano Comune e Procura»

20 Ottobre 2024

La minoranza presenta una mozione urgente in Consiglio dopo che l’Utic ha preso il posto del reparto  «Ma il taglio operato dall’Asl potrebbe configurare anche l’ipotesi di un’interruzione di servizio pubblico»

LANCIANO . Passa per il consiglio comunale, tramite una mozione urgente presentata dalla minoranza e, se necessario, anche tramite interessamento della Procura perché si potrebbe configurare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, la battaglia per la riapertura della Rianimazione all’interno dell’ospedale Renzetti. Il reparto doveva riaprire con i suoi 6 posti letto lo scorso 14 ottobre dopo lavori di bonifica amianto, invece ha visto 4 letti spostati a Chieti e 2 confinati nel blocco operatorio perché al suo posto è andata l’Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica) perché l’attuale postazione non è a norma e ha bisogno di lavori.
E l’insegna Utic in quello che era il reparto di rianimazione dall’aprile 1992 c’è, ma non ci sono pazienti. «Abbiamo protocollato una mozione urgente per chiedere un immediato consiglio comunale sulla riapertura della Rianimazione che invieremo anche ai comuni dell'area frentana e del Sangro/Aventino, perché un territorio di 150.000 abitanti non può restare senza la rianimazione», dicono i consiglieri di opposizione Leo Marongiu, Rita Aruffo, Dora Bendotti, Davide Caporale, Piero Cotellessa, Lorenzo Galati, Sergio Furia, Marusca Miscia e Giacinto Verna. «Chiediamo che l'amministrazione metta in campo ogni azione, anche di carattere legale, interessando la Procura se necessario, per bloccare questo provvedimento fatto dalla direzione Asl in contrasto con la legge regionale sulla rete ospedaliera che prevede il Renzetti Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di 1° livello che ha al suo interno la rianimazione e l’atto aziendale Asl. Bisogna valutare se questo taglio possa configurare ipotesi di interruzione di pubblico servizio, essendoci, ancora per non molto a questo punto, reparti strettamente connessi alla piena attività della Rianimazione come le chirurgie, il punto nascita e la stroke-unit neurologica e perché così si allungano i tempi previsti per il raggiungimento del reparto di rianimazione più vicino negli ospedali di Chieti o Vasto, di fatto provocando un’ulteriore criticità alle zone interne del Sangro/Aventino». Per la minoranza quello del manager Thomas Schael è stato un atto di imperio volto a svilire le funzioni chirurgiche del Renzetti: con due letti di rianimazione scendono infatti gli interventi e la loro complessità.
Come ricordato da Marongiu il manager, infatti, in commissione salute in Regione pochi mesi fa, ha parlato di priorità per gli ospedali di Chieti e Vasto e di vocazione medica per Lanciano.
«Questo è un ulteriore passo per trasformare il Renzetti in un cronicario», riprende la minoranza, «un ospedale depotenziato con accorpamenti di reparti, carenze, salito anche alla ribalta nazionale per l’assenza di farmaci, di protesi, la mancanza di reagenti per il laboratorio analisi, per l’arroganza di Schael che calpesta lavoratori e medici: il tutto col silenzio del sindaco Filippo Paolini e della maggioranza». Paolini che ha parlato di "necessità della chiusura della rianimazione per salvare l’Utic" che però ha bisogno di lavori di cui non c'è certezza; servirebbero Infatti 1,5 milioni e in tempi di tagli (20 milioni da recuperare entro dicembre) e debiti (46 milioni della Asl 02) è un'impresa.