La Cvetic: «L’Est non deve farci più paura»

CHIETI. «L’Est Europa non deve far paura. I governi sono stabili e le economie in crescita. È un messaggio che lancio non solo agli imprenditori ma anche ai tantissimi giovani abruzzesi che non...
CHIETI. «L’Est Europa non deve far paura. I governi sono stabili e le economie in crescita. È un messaggio che lancio non solo agli imprenditori ma anche ai tantissimi giovani abruzzesi che non trovano lavoro: l’Est Europa è una occasione unica sia per vicinanza territoriale che per vicinanza culturale». Marina Cvetic, imprenditrice a capo della Masciarelli Tenute Agricole, ha chiuso con questo invito il focus sui Balcani organizzato ieri alla Camera di commercio, dall’Agenzia di sviluppo dell’ente in collaborazione con la banca UniCredit. Il focus sui Balcani si è concentrato su Romania e Serbia ed è stato inserito nell’ambito delle iniziative dello sportello BalcaniHub dell’Agenzia di sviluppo.
I lavori sono stati aperti dal presidente camerale Roberto Di Vincenzo, da quello dell’Agenzia di sviluppo, Angelo De Cesare, e da Mario Fiumara, vice responsabile per il Centro Italia di UniCredit.
I temi sono stati approfonditi da Roberto Mascali, direttore generale Confindustria Balcani, Niccolò Bonferroni, di UniCredit Bank Serbia, Marco Montermini, di UniCredit Romania e Giovanni Marcantonio di Balcani Hub. A conclusione dell’incontro, la parola è stata lasciata all’imprenditrice proveniente dalla ex Jugoslavia che guida l’azienda martinese presente sul mercato di ben 53 nazioni.
«I giovani abruzzesi», ha detto la Cvetic, «sono svegli e capaci. Ma devono essere incoraggiati. È anche per questo che dobbiamo riuscire a comunicare bene le opportunità che offre l’Est Europa. Si tratta di paesi che hanno un alto livello di scolarizzazione e, se in alcune aree c’è una certa arretratezza industriale, questa non va confusa con un’arretratezza culturale. E poi lì c’è un grande amore per il Made in Italy… dunque il più è fatto. Quello che dovrebbe funzionare meglio sono invece le ambasciate italiane all’estero».
L’anno scorso, il business della provincia teatina con la Romania ha riguardato oltre 76 milioni di euro per l’export e quasi 32 milioni per le importazioni. Con la Serbia i dati parlano di 9,2 milioni di export e poco più di 1,3 milioni per le importazioni. (a.i.)

