«La d’Annunzio rischia l’accorpamento»

L’Ugl: troppe diatribe interne, si va verso la fusione con Teramo? Intanto Capasso torna nel Cda
CHIETI. Prima il clima di veleni tra dipendenti e vertici, ora, sul futuro della “d’Annunzio” potrebbe abbattersi un devastante uragano: l’accorpamento dell’ateneo teatino con l’Università di Teramo. L’allarme arriva da Leonardo De Gregorio, segretario generale della Ugl di Chieti.
«Da diverso tempo le vicissitudini che accadono in seno alla Università “G.d'Annunzio” spaziano dai risvolti sindacali a quelli amministrativi e giudiziari che, come è stato rilevato di recente, hanno comportato una perdita significativa di iscrizioni nelle varie Facoltà. L'ultima querelle» scrive il rappresentante sindacale «riguarda il recente pronunciamento del Tar che ha sentenziato a favore del professor Luigi Capasso» . Il docente era stato rimosso dal cda dell’Ateneo e gli era stata imposta dal dg Filippo Del Vecchio la restituzione di oltre 7mila euro di compensi percepiti, a giudizio del dg, illecitamente in quanto direttore del Museo universitario e componente del cda. Ruoli incompatibili tra loro. Tesi smontata dal Tar che ha, per il momento, sospeso gli atti che hanno estromesso Capasso dal cda e il decreto con il quale era stato nominato il suo sostituto, il prof Luca Tommasi. In attesa del giudizio di merito fissato al 10 febbraio del 2017, Capasso non dovrà restituire alcuna somma all’Ateneo e per di più tornerà al suo posto.
«Alla luce di tutto questo e se si considera che i lavoratori della Università attendono di ricevere le spettanze relative alle indennità pregresse, infatti hanno minacciato uno sciopero generale, se facciamo riferimento alle numerose diatribe in atto tra una dirigenza politica e gestionale, il corpo docente ed i dipendenti tecnici ed amministrativi, ne esce un quadro abbastanza preoccupante per il futuro dell'Ateneo» sostiene Di Gregorio.
«Infatti» aggiunge «circolano delle ricorrenti voci di "accorpare" della d'Annunzio alla Università di Teramo. Sarà una chimera?» si chiede il sindacalista dell’Ugl «ma a ben riflettere se nel comparto della sanità stanno avvenendo sconvolgimenti che stanno portando a riunire, venendo meno alle reali necessità dei cittadini, presidi ospedalieri ed ambulatori non solo in sede regionale ma anche nel territorio chietino-pescarese, prevedere una fusione delle Università Chieti/Pescara/Teramo, non è affatto azzardato perdurando in seno alla Università d'Annunzio, una conflittualità che provoca preoccupazione e, al tempo stesso, un certo interesse in quel di Teramo».
«Da un punto di vista sindacale», a parere della Ugl, «lasciato per strada qualche elemento inaffidabile, la ritrovata unità delle sigle sindacali è un fatto veramente importante e darà sicuramente più forza e credibilità alle future iniziative a salvaguardia delle giuste richieste del personale». E del futuro della d’Annunzio.

