«La De Meis riscatterà Chieti»

L’idea di “Cittadella della cultura” di Francesca Battistoni, teatina di 32 anni laureata alla Bocconi
CHIETI. «La nuova biblioteca De Meis? La immagino come un centro culturale che possa prevedere spazi di aggregazione con tutte le realtà sociali e culturali del luogo». Ha le idee chiare Francesca Battistoni, 32 anni, una laura alla Bocconi in Economia delle amministrazioni pubbliche e un master in Innovazione sociale e rigenerazione urbana. Una teatina doc pronta a mettere in gioco tutta la sua professionalità e creatività per contribuire alla realizzazione di un progetto ambizioso che potrebbe riportare Chieti nella condizione ideale di un tempo, quella di città abruzzese capofila della cultura. Le idee non mancano anche perché gran parte dei cittadini si sentono coinvolti in questa grande impresa. Un treno verso il riscatto culturale, ma anche economico che va preso al volo. «La Cittadella della cultura deve essere un luogo di offerta , ma anche di fruizione» aggiunge Battistoni «un polo legato anche a cinema e teatro in grado di attrarre persone dall'esterno». E per la realizzazione di questo «Distretto» della cultura è necessario coinvolgere non solo cittadini e associazioni, ma anche esperti del settore. «Occorre una progettazione partecipata con un gruppo di esperti: economisti, designer e architetti. La cosa migliore» sostiene «è quella di sedersi e dialogare per mettere insieme energie, persone che vivono la città, ma anche gruppi nazionali e internazionali. Un modello da seguire è quello adottato dal Comune di Rieti dove è stata riqualificata un’area con fondi messi a disposizione da una banca e con una progettazione messa insieme da studenti e cittadini supportati da un team di esperti. Qualche tempo fa ho lavorato a Torino per la realizzazione di uno spazio multifunzionale. La chiave di lettura della «maratona di idee» che ne è scaturita è stata la condivisione allargata del progetto pensato anche per offrire servizi a bimbi, anziani e disabili». Per Battistoni un altro aspetto da curare nei minimi particolari è lo studio di fattibilità «che deve essere in grado di individuare le economie disponibili mettendo in campo i processi virtuosi di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. La cultura» conclude la giovane laureata «è la chiave per rilanciare il destino della città». Cultura intesa come «indotto» per la creazione di nuovi posti di lavoro. «Puntare, per esempio, sulla produzione teatrale delle compagnie locali» suggerisce «potrebbe essere un modo per attrarre a Chieti un pubblico più e ampio in grado di innescare e alimentare nuove economie». La maratona di idee per la nuova biblioteca sembra inarrestabile. Sabato è stato presentato un progetto realizzato da 5 universitari teatini iscritti alla Bocconi. Lo studio verrà consegnato il 28 novembre ai docenti poi tornerà a Chieti per essere integrato nei progetti pensati dal Gruppo di studio designato dal «Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti».
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