La De Meis secondo 2mila ragazzi

Ex biblioteca. Dalla consultazione gli studenti vogliono spazi di aggregazione e luoghi di cultura
CHIETI. Oltre 2.000 giovani teatini si sono pronunciati sul futuro dell’ex biblioteca De Meis: l’inziativa “rinnovatrice” sta continuando a farsi realtà e appare come un vero e proprio evento storico. Una la domanda di fondo a tantissimi studenti delle scuole superiori, attraverso una consultazione tramite questionari: che cosa potrà diventare la De Meis una volta terminati i lavori di recupero del luogo nel cuore del centro storico e dopo il trasferimento della biblioteca nell’ex ospedale militare? Venerdì pomeriggio si sono presentati i risultati nella sala consiliare del palazzo della Provincia, a organizzare il tutto il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti.
«Cosa ha offerto la città ai giovani, fino ad oggi? Ben poco. Da qui la scelta di avviare la consultazione per restituire spazi di aggregazione». A introdurre è il coordinatore del Comitato Giampiero Perrotti, di fronte a centinaia di studenti, accanto a lui la sociologa Eide Spedicato Iengo. Ma questo è un percorso che parte da lontano: vi fu già una petizione nel 2014 che in poco più di un mese raccolse l’adesione di 8.050 cittadini, coinvolgendo ben 80 associazioni. Tanti gli studenti coinvolti che fanno parte di associazioni e istituti scolastici: al tavolo ci sono Andrea Bucciarelli del Kiwanis Key Club Galiani de Sterlich e Benedetta Di Taranto, presidente del Collettivo Studentesco di Chieti, che mostrano un video in cui vengono intervistati giovani “pescati” da tutti gli istituti superiori.
“Come passi il tuo tempo? E come ti piacerebbe passarlo?” alcune delle domande rivolte a Carlotta Desario del liceo Isabella Gonzaga, a Giulia Marrone del liceo scientifico Masci, a Guerino Paolini dell’Itis di Savoia, a Leonardo Tusè del liceo artistico Nicola da Guardiagrele, a Lorenza Confermo dell’istituto Galiani-de Sterlich, a Lorenzo Di Credico del liceo classico Vico e a Maria Chiara Nolani dell’istituto Pomilio. E poi Valentina Capoccia, rappresentante d’istituto Gonzaga e Frank William Marinelli, della Biblioteca moderna Vico. Un’analisi attenta dei questionari, ma tra pendolari (che rappresentano il 63 per cento) e residenti, due le esigenze che emergono: poter usufruire di spazi di aggregazione e sfamare la propria voglia di sapere. Un complesso, quello dell’ex biblioteca, di tre piani per un’estensione complessiva di circa 600 metri quadrati con un vasto terrazzo, che si presta a una poli-funzionalità (aule multimediali, aule studio e di lettura, spazi culturali, artistici e ludici le proposte) che possa far rinascere un tessuto sociale disgregato.
«Abbiamo bisogno di spazi» dice Fabio Ciancone, ex presidente del Collettivo Studentesco, «dobbiamo sentirci parte attiva della città». E visto che venerdì c’era pure il sindaco Umberto Di Primio, in rappresentanza anche del presidente della Provincia Mario Pupillo, la sociologa incalza: «Sindaco, c’è un progetto per la città?» Perché i ragazzi, lo ricorda Cinzia Di Vincenzo anima direttiva del Comitato, «hanno creato un collante con le istituzioni». Così Di Primio: «Chieti, purtroppo, è una città “criticonica”. Nel senso che a molti piace criticare. L’università, l’ospedale, le ricchezze che abbiamo danno alla città una nuova vocazione. Ai ragazzi dico: siete i primi che chiedono “come fare” qualcosa perché avete idee». A giorni il tavolo con associazioni e istituzioni per concretizzare il progetto, l’obiettivo è di far partire il tutto la prossima estate.

