La Di Lauro lascia il consiglio L’opposizione: era la più votata

4 Dicembre 2016

CASOLI. A pochi mesi dalle elezioni Barbara Di Lauro si è dimessa da consigliere comunale. «Non vorremmo che dietro questa scelta», commenta il gruppo di minoranza Casoli Futur@ (Giancarlo Barrella,...

CASOLI. A pochi mesi dalle elezioni Barbara Di Lauro si è dimessa da consigliere comunale. «Non vorremmo che dietro questa scelta», commenta il gruppo di minoranza Casoli Futur@ (Giancarlo Barrella, Luigi Nasuti, Giovanna Candeloro e Sabrina Giuliani), «si celassero fratture all’interno dell’amministrazione comunale o comunque disegni politici di altra natura, col rischio che il consiglio comunale si trasformi in un campo di battaglia degli equilibri interni alla sinistra». La Di Lauro resta come assessore esterno (deleghe ai servizi collettivi e alla persona, ambiente, commercio, comunicazione e verde pubblico). «Nomina che attiene a un rapporto fiduciario col sindaco, senza tutela e garanzia alcuna, perché l’assessore è licenziabile in qualunque momento, senza preavviso e motivazioni, al primo volere del sindaco o del suo tutor», spiega il capogruppo di minoranza Barrella. La Di Lauro dice di essersi dimessa dalla carica «per consentire una più ampia rappresentatività della lista Uniti per Casoli». Ma non convince per niente l’opposizione: «Come può la più votata della lista, con 435 preferenze, peraltro una donna, lasciare il posto al primo dei non eletti? Sarebbe stato più logico e comprensibile che a dimettersi fosse stato non l’ultimo arrivato, ma chi già da dieci anni è presente in consiglio comunale, mentre viene sacrificata la più votata e peraltro alla prima esperienza. Perché? Cosa si nasconde dietro i motivi ufficiali?». Alla Di Lauro subentra Piero D’Amico.

Sulla vicenda interviene anche l’associazione politico-culturale Casoli Futur@. «Le dimissioni dell’assessore dalla carica di consigliere comunale sono un vero e proprio schiaffo agli elettori», è il commento del sodalizio, «la Di Lauro è stata la più votata della lista dell’attuale maggioranza. Quei 435 voti rappresentano altrettante preferenze in meno al sindaco Tiberini e alla sua lista: oggi sarebbe ancora la lista vincente?». (m.d.n.)

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