La difesa attacca sulle intercettazioni

21 Maggio 2015

VASTO. Processo Histonium. Nel mirino della difesa finiscono le intercettazioni. Il maxi processo per le rapine e il possesso di armi fra Abruzzo e Lombardia regala un altro colpo di scena. Gli...

VASTO. Processo Histonium. Nel mirino della difesa finiscono le intercettazioni. Il maxi processo per le rapine e il possesso di armi fra Abruzzo e Lombardia regala un altro colpo di scena. Gli avvocati Marisa Berarducci e Alessandra Cappa, hanno contestato la mancata completezza delle richieste e dei decreti autorizzativi presentati dalla pubblica accusa per le intercettazioni.

«La documentazione era incompleta», ha sottolineato l’avvocato Berarducci. In realtà molte intercettazioni vennero fatte in via d’urgenza seguendo la procedura del caso. La difesa, però, gioca un’altra carta a sorpresa. Il processo è stato rinviato al 16 giugno per definire la questione. Visto il ruolo avuto nella vicenda dalle intercettazioni, è evidente l’importanza della contestazione fatta dalla difesa.

Ad occuparsi della vicenda è il collegio presieduto dal giudice Italo Radoccia. Gli imputati sono accusati di rapina, detenzione di armi, esplosioni, usura, incendi. Ventuno le persone coinvolte nelle due maxi operazioni. Histonium 1 partì nel 2006 con i primi attentati compiuti a Vasto. Un anno dopo scattarono gli arresti. Finirono in carcere 9 persone. Secondo i pm dell’epoca, Anna Rita Mantini e Irene Scordamaglia, gli accusati si preparavano a minacciare alcuni imprenditori del Nord. Il 7 giugno 2008 finirono in carcere 17 persone. In sei anni su 26 indagati, 5 sono stati prosciolti. Gli altri devono essere giudicati. Per tutti è stata sospesa la prescrizione dei reati. (p.c.)

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