La diffida alla Asl finisce in Procura

18 Aprile 2017

Nuovo ospedale, Febbo mostra la delibera regionale: così si affossa il policlinico

CHIETI. La diffida della Regione alla Asl sul progetto del nuovo ospedale finisce in Procura. L’ultimatum a concludere entro il 30 aprile la valutazione del project financing Maltauro finirà all’attenzione della magistratura per iniziativa del presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo, secondo il quale «leggendo la Delibera di giunta regionale numero 170 approvata lo scorso 13 aprile non solo vengono confermati tutti i dubbi che avevamo denunciato e sollevato in questi ultimi mesi ma, addirittura, emergono altri aspetti che destano sconcerto e incredulità».

PATERNITÀ DEL PROGETTO. Per Febbo, innanzitutto, la Drg 170 fa chiarezza sulla «paternità del project financing», che nei mesi di questa lunga querelle sul nuovo policlinico è stata ascritta anche al centrodestra. «Scorrendo la cronologia dei fatti, ricostruita nella delibera», rimarca il presidente della commissione vigilanza, «si legge letteralmente: “la proposta di project financing è stata inoltrata alla Asl in data 04 aprile 2014”, ovvero un mese prima delle elezioni regionali. “E inviata alla Regione in data 27.06.2014”, ossia all’attuale governo di centrosinistra».

ASL EPURATA. La Drg 170 è, per Febbo, «una epurazione bella e buona, e alla “volontà della Regione di avocare a sé la competenza della procedura” (dal verbale della riunione del 13.03.2017, ndr), una bufala bella e buona», continua il consigliere regionale, «si passa alla censura e declaratoria nei confronti dei vertici della Asl». Se nella delibera, a pagina 5, si sostiene che «il termine per la conclusione del procedimento deve considerarsi ineluttabile già trascorso e superato senza che la Asl Lanciano-Vasto-Chieti si sia determinata nella conclusione di verifica dei requisiti soggettivi del proponente», per Febbo le cose sono andate diversamente. «La proposta, infatti, è stata modificata per ben due volte su richiesta dalla stessa Asl», precisa, «la prima volta per intervenute nuove disposizioni sugli appalti e poi per indicazione di livello sanitario, ma soprattutto perché nella proposta definitiva dell’ormai lontano 19.07.2016 la proponente non ha adempiuto ad oggi alla regolamentazione della certificazione». «Per questo ogni valutazione dal punto di vista del pubblico interesse, tecnico, ingegneristico, sanitario, economico-finanziario», sottolinea Febbo, «ad oggi, nonostante le chiacchiere del presidente D’Alfonso, non sono state fatte e non possono essere fatte perché a monte la proposta non è completa e valutabile. Pertanto la Regione, con l’intromettersi in una attività di valutazione che non gli è propria e non gli compete, si sta ponendo nelle condizioni di ricevere richieste risarcitorie».

SILENZIO DEL PD. «Alla lettura della Dgr 170 e allegati c’è ben poco da aggiungere», commenta Febbo, «se non consigliare al direttore generale Flacco e agli altri vertici della Asl di non perdere tempo nell’inviare la delibera alla Procura perché intervenga a porre fine a questa telenovela dalfonsiana. Una sceneggiatura che ha il solo obiettivo di ritardare gli interventi urgenti ed improcrastinabili sui manufatti realizzati con “cemento impoverito”, di cui alla perizia del Ctu del 30 luglio 2012, e per arrivare alla chiusura e al trasferimento di quei reparti fondamentali che farebbero perdere al nostro ospedale i requisiti per essere elevato a Dea di II livello e conseguentemente al trasferimento anche della facoltà di Medicina, come denunciato dal professor Mastropasqua e dai 300 sottoscrittori del documento. Un disegno ormai chiaro», conclude, «che solo la politica miope e di assurdo vassallaggio del Pd teatino, che non si ribella».