La direzione regionale dei musei torna a Chieti
CHIETI . No allo spostamento all’Aquila: la direzione regionale dei musei torna a Chieti. A deciderlo è stato il ministero per i Beni e le attività culturali guidato dal ministro Dario Franceschini....
CHIETI . No allo spostamento all’Aquila: la direzione regionale dei musei torna a Chieti. A deciderlo è stato il ministero per i Beni e le attività culturali guidato dal ministro Dario Franceschini. «Orgogliosa di questo importante risultato per cui mi sono attivata», dice la deputata del M5S Daniela Torto. «Una soluzione auspicata dal nostro Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti», dice il coordinatore Giampiero Perrotti, «congiuntamente alla Confcommercio, Confesercenti e alla Confartigianato, consiglio comunale, consiglio provinciale, sindacato di settore Uil, Archeoclub di Chieti e dagli interventi di esponenti politici tra i quali ricordiamo con gratitudine quello dell’ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini».
«La città che immagino», interviene Stefano Rispoli, consigliere del gruppo Chieti da Capo e possibile candidato sindaco del centrosinistra e liste civiche, «deve puntare in modo efficace sulle sue bellezze archeologiche e sulle sue inestimabili risorse culturali Cosa che, in questi ultimi anni, sembra essere stata completamente ignorata dall’attuale amministrazione comunale. Ringrazio Legnini che ha costantemente interloquito con il ministro per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo prodotto», continua Rispoli, «un ordine del giorno che già impegnava il sindaco ad avviare un confronto con il ministero per individuare una soluzione alternativa alla chiusura dei musei finalizzato anche ad accelerare i tempi per le assunzioni e indurre il ministero a ridefinire la sede del polo museale dell’Abruzzo proprio nella nostra città, in ragione della sua vocazione culturale. In ogni caso, sulle nuove assunzioni», conclude Rispoli, «continueremo a tenere alta la guardia». Per Cristiano Vignali, storico, «è scongiurato il pericolo di un possibile depauperamento dei tesori custoditi nei musei nazionali».

