La droga del clan nascosta negli accendini

24 Dicembre 2018

Lanciano, dopo l’arresto dell’affiliato alla camorra e del genero partono i controlli su telefonini e tablet

LANCIANO. Sarà l’analisi dei telefonini e dei tablet sequestrati nella casa-laboratorio della droga a confermare o meno l’interesse della criminalità organizzata campana per il mercato frentano dello spaccio. Sabato in manette sono finiti Federico Irollo, 42 anni, di Portici, affiliato al clan dei Vollaro, e il genero Ciro Iengo, 22 anni, di San Giorgio a Cremano. «Personalità di alto profilo criminale», le ha definite il vice questore Lucia D’Agostino. Alle 10 di sabato ai poliziotti appostati vicino all’abitazione di Iengo, a Santa Maria Imbaro, non è parso vero vedere arrivare, a bordo di uno scooter, il “capo” in persona, Irollo, che poi si è fatto beccare in casa con le mani in mezzo a bilancini, fornelletti e sostanze chimiche per tagliare la droga da vendere in dosi. Il 42enne napoletano è sottoposto agli arresti domiciliari nella sua casa a Lanciano, ma gode di permessi giornalieri per le proprie esigenze personali. È durante uno di questi permessi che ha raggiunto l’appartamento in uso al genero, a Santa Maria Imbaro, dove i due sono stati poi arrestati in flagrante. Iengo, invece, era stato arrestato ai primi di giugno dai carabinieri che, camuffati da podisti, lo avevano seguito per settimane e scoperto i suoi spostamenti per spacciare la droga in centro a Lanciano. Nell’auto, nascosti sotto il tappetino, i militari avevano trovato anche 10mila euro in banconote di vario taglio. Subito scarcerato, il giovane ha evidentemente continuato nei mesi successivi il suo “business”. Insieme al suocero Irollo conta diversi arresti, sempre per spaccio, anche nel Napoletano. Da qui arriva probabilmente la droga, cocaina, che sabato mattina stavano tagliando e confezionando in dosi. E anche alcune tecniche usate dai due, come quella di nascondere le dosi, da 0,20 grammi ciascuna (i 130 grammi sequestrati avrebbero fruttato sul mercato oltre 20mila euro), negli accendini, così da eludere i sospetti in caso di controlli. La polizia ha trovato in casa anche un barattolo di latta ricoperto di nastro isolante nero e sporco di terra: la sostanza stupefacente viene probabilmente nascosta all’esterno, nel terreno o in aiuole ai margini delle strade, e il nastro isolante serve ad impedire che assorba umidità. Le indagini della polizia continuano, anche per accertare eventuali infiltrazioni malavitose nell’area frentana. Oltre a Federico, da pochi giorni è agli arresti domiciliari a Lanciano anche il fratello Antonio, arrestato due anni fa a Portici insieme a lui. Gli Irollo sono anche i cugini di Michele, che nel 2010 fu arrestato per spaccio di cocaina - fatta arrivare dal Napoletano- nella sua pizzeria, Bella Napoli in via Santo Spirito, locale che era stato incendiato l’anno prima. (s.so.)