La Ecolan e i Comuni «Ora pugno duro contro le discariche»

8 Dicembre 2017

Rifiuti abbandonati sugli argini e a ridosso del fiume Sangro Sì agli ispettori ambientali per affiancare le forze dell’ordine

LANCIANO. Giro di vite sull’abbandono illecito dei rifiuti. EcoLan, Comuni, prefettura, forze dell’ordine e ispettori ambientali, specificatamente formati per fronteggiare il problema, faranno squadra per arginare un fenomeno che sta assumendo sempre più i tratti di un’emergenza. A rischio, oltre all’immagine del territorio e alla salute ambientale e umana, ci sono anche le tasche dei cittadini perché, spiegano i sindaci, «le spese ingenti per le bonifiche ambientali ricadono quasi interamente sugli enti e, quindi, sulle bollette Tari, una tassa che deve essere coperta al 100% dai Comuni». Al via, dunque, una serie di controlli e di azioni mirate di contenimento dell’abbandono dei rifiuti: dalle multe salate ad incontri con la cittadinanza, fino alla sensibilizzazione nelle scuole e impiego di fototrappole. I sindaci fanno appello anche al senso civico dei cittadini: «È possibile segnalare alle autorità competenti un illecito e fotografare chi sta compiendo un abbandono di rifiuti. Anche la EcoLan può occuparsi di inviare a chi di competenza il materiale fotografico in modo da far avviare l’iter di denuncia».
«C’è un proliferare incredibilmente esteso delle discariche abusive nel territorio della Val di Sangro e del suo comprensorio», interviene il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, delegato dai sindaci della EcoLan, assieme al collega di Altino, Vincenzo Muratelli, per informare il prefetto Antonio Corona sulla preoccupante situazione, «bonifichiamo alcune zone tutti i giorni, ma il problema si ripresenta puntualmente». Particolarmente allarmante è la situazione agli argini e nelle zone a ridosso dei fiumi. «Altino», spiega Muratelli, «si trova sulla confluenza di tre fiumi, la situazione è drammatica».
All’incontro con il prefetto, nei giorni scorsi, sono intervenuti anche Anas, carabinieri forestali, forze di polizia locali e Ferrovie dello Stato. Assenti, invece, Provincia e Genio civile. «Eppure», fanno notare i sindaci, «tutte le multe superiori ai 50 euro vanno a finire nelle casse della Provincia. Si potrebbe pensare ad una collaborazione con l’ente per destinare parte di quelle somme al controllo ambientale». Una fototrappola di ultima generazione costa, infatti, in media circa 600 euro a impianto, una cifra ingente per un piccolo comune. «Interveniamo dove possibile a bonificare i territori comunali», spiega il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, «ma ci sono tipologie di rifiuti speciali, come ad esempio l’eternit, su cui non possiamo intervenire». Pugno di ferro, dunque, contro gli incivili. Molte sanzioni, salatissime (dai 600 euro in su a seconda della tipologia di rifiuto) sono già state emesse, ma le indagini sono difficili e necessitano di personale, spesso carente nei Comuni. Di qui l’idea di formare ispettori ambientali volontari che collaboreranno con le forze di polizia e che saranno abilitati a emettere multe.
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