La Fabi: si indaghi sulla possibilità di illeciti commessi in passato

24 Novembre 2015

CHIETI. «Consideriamo positivo l’intervento del Governo, oltre a quello di Intesa, Unicredit e Ubi, per risolvere l’impasse delle quattro banche in crisi: Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di...

CHIETI. «Consideriamo positivo l’intervento del Governo, oltre a quello di Intesa, Unicredit e Ubi, per risolvere l’impasse delle quattro banche in crisi: Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti. Ai nuovi amministratori degli istituti, designati oggi dalla Banca d’Italia, chiediamo di non imporre ulteriori sacrifici ai dipendenti e che le banche in questione non vengano utilizzate come dei “laboratori” in cui sperimentare forme di deroghe al contratto nazionale, che noi non accetteremo e contrasteremo con tutti i mezzi».

Lo dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari.

A giudizio di Sileoni i lavoratori del comparto bancario «si stanno già facendo carico da tempo del risanamento degli istituti con le giornate di solidarietà e i prepensionamenti, negoziati su base volontaria e incentivata grazie agli accordi con i sindacati aziendali». Il segretario generale della Fai anche se considera positivo l’intervento del governo per mettere in salvo le banche in crisi auspica «l’intervento della magistratura per garantire la necessaria chiarezza sulle gestioni passate delle quattro banche istituti e siamo convinti che la stessa Bankitalia e i suoi commissari agiranno con la massima trasparenza e nell’interesse collettivo per segnalare alle autorità giudiziarie eventuali illeciti commessi dalle precedenti gestioni».