La famiglia di D’Orazio «Non archiviate l’inchiesta»

12 Settembre 2019

CHIETI. La famiglia di Roberto D’Orazio, il titolare del Caffè Vittoria morto in ospedale nel 2015, si oppone alla richiesta della procura di archiviare l’indagine su presunte responsabilità mediche....

CHIETI. La famiglia di Roberto D’Orazio, il titolare del Caffè Vittoria morto in ospedale nel 2015, si oppone alla richiesta della procura di archiviare l’indagine su presunte responsabilità mediche. Ieri mattina c’è stata l’udienza davanti al giudice Andrea Di Berardino: una decisione è attesa nei prossimi giorni. Le figlie di D’Orazio sono rappresentate dall’avvocato Andrea Di Lizio. Secondo la consulenza del medico legale Ildo Polidoro, a cui si è affidata la famiglia, il decesso è stato causato da una serie di ritardi e omissioni nelle cure.
È il 6 ottobre di 4 anni fa quando il proprietario del Vittoria arriva in ospedale. I medici, stando alla denuncia, non lo sottopongono ad alcun esame. Ma due giorni dopo D'Orazio va in coma e viene trasferito d'urgenza nel reparto di rianimazione. Dalla Tac emerge che il titolare del bar ha una occlusione intestinale. L'uomo viene tenuto sotto controllo e il 9 c’è l’intervento chirurgico. Il decorso post operatorio è delicato. Le figlie Gabriella, Renata e Mariangela, man mano che passano i giorni, iniziano a nutrire buone speranze. Ma il 15 ottobre le condizioni si aggravano e D'Orazio muore in rianimazione. (g.let.)
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