«La famiglia un bene primario» Magdi Allam lancia FdI e Scalera

Il giornalista scrittore presenta il suo libro sull’Islam e si schiera con la coalizione di Di Stefano L’avvocatessa: pronta a impegnarmi nel sociale e tutelare i minori, un centro per le adozioni a Chieti
CHIETI . L’orizzonte della campagna elettorale teatina si allarga e, per un giorno, spazia fino alle criticità internazionali con la presenza del giornalista Magdi Cristiano Allam che ieri alla villa comunale ha presentato il suo ultimo libro “Stop Islam”. Magdi Allam – giornalista e scrittore, editorialista e già vice direttore del Corriere della Sera ed ex eurodeputato, dal 2003 sotto scorta perché condannato a morte da terroristi islamici – è stato invitato alla Casina dei tigli da Monia Scalera, candidata di Fratelli d’Italia al consiglio comunale. Scalera ha precisato alla platea che l’appuntamento non voleva essere affatto un comizio ma una presentazione letteraria che ha spaziato su temi sociali, geopolitici, storici e religiosi, affrontati dal giornalista di origini egiziane, tutti temi sui quali riflette con attenzione l’ambiente politico della destra italiana.
Allam ha spiegato perché vede nell’Islam un pericolo per la società occidentale e perché quindi, a suo avviso, occorre bloccarlo, come suggerisce il titolo del suo libro. In prima fila ad ascoltarlo c’erano il candidato sindaco Fabrizio Di Stefano e il coordinatore provinciale di FdI Antonio Tavani. Presenti anche la candidata di FdI e consigliere comunale uscente Stefania Donatelli, l’assessore comunale, uno dei pochi a non ricandidarsi, Raffaele Di Felice e la responsabile cittadina della Lega Anna Lisa Bucci. Tra gli elementi di debolezza della società occidentale rispetto a quella musulmana, Allam ha messo l’accento sull’aspetto demografico, in espansione per i musulmani, in decrescita in Europa. E proprio l’attenzione dedicata alla famiglia e ai minori sono gli aspetti che lo hanno avvicinato alla Scalera, avvocato che da anni si occupa di questi settori, tanto che la Regione l’ha scelta a ottobre scorso come componente della Commissione per le adozioni internazionali, organismo della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Sulla scorta di tutte le mie esperienze», dice la candidata, «non posso non avere una propensione verso il sociale. In particolare per quanto riguarda famiglia e minori. Occupandomi professionalmente di questi temi, ho un quadro chiaro della situazione che si vive sul territorio per quanto riguarda adozioni, case famiglia e affido. Credo che si debba incentivare maggiormente l’affido rispetto al soggiorno in casa famiglia. Basti pensare che un adolescente in casa famiglia costa al Comune 100 euro al giorno e 130 per i bimbi piccoli e neonati, mentre per l’affido, con famiglie disposte a dare amore e a seguire maggiormente i minori rispetto alle situazioni che si vivono in casa famiglia, un Comune spende 450 euro al mese».
Scalera ha anche un progetto ambizioso: «La creazione sul territorio di un ente autorizzato regionale per le adozioni internazionali. In Italia ce n’è solo uno pubblico, a Torino. Si potrebbe crearne uno anche a Chieti. La politica va intesa nel suo significato etimologico come amministrazione della polis per il bene della collettività: politica come servizio e non come lavoro».

