La farmacia di Filippone in vendita a 1,3 milioni

Una perizia indica il valore massimo dell’attività, lunedì il voto in consiglio Il Pd contro Di Primio: «Svende il patrimonio della città, a rischio i dipendenti»
CHIETI. Vale «al massimo» 1,3 milioni la farmacia comunale di via Spatocco. È questa la stima dell’attività di Filippone che l’amministrazione Di Primio vuole vendere per fare cassa. A decidere il valore della farmacia è una perizia dell’Assofarm di Roma, firmata dal perito Roberto Lauri. Con questo documento in mano, 26 pagine di analisi, il sindaco Umberto Di Primio porta avanti il suo piano: delle tre farmacie pubbliche aperte in città – via Casoli a Chieti Scalo, Tricalle e Filippone –, il sindaco è pronto a sacrificare l’attività che fa meno incassi. Una manovra che l’amministrazione considera quasi obbligata per iniziare a ripianare il buco da oltre 10 milioni, finito già nel mirino della Corte dei conti. Lunedì prossimo dalle 8,30, Di Primio porterà la vendita della farmacia in consiglio comunale: la maggioranza di centrodestra, segnata da scontri interni, avrà i numeri per andare avanti con la vendita? Se non ce la farà in prima convocazione, il consiglio slitterà al 7 novembre. In caso di approvazione, partirebbe immediatamente l’iter per la cessione a terzi.
L’AFFARE? Secondo le previsioni iniziali precedenti alla stima, il Comune avrebbe voluto incassare almeno 1.372.000 euro dalla vendita della farmacia di Filippone. Ma la perizia dice: «È ormai noto che la farmacia non rappresenta più, come nel passato, un’attività di confortante tranquillità e sicurezza. Dopo un periodo di costante crescita, anche la farmacia ha subito una battuta d’arresto». Ecco perché non è scontato che il Comune riesca a incassare oltre 1,3 milioni. La procedura prevede un’alienazione con offerte al rialzo di 50mila euro sul prezzo base.
CONTI SOTTO ESAME. In base al bilancio della Chieti Solidale, la partecipata comunale che gestisce le tre farmacie pubbliche della città, l’attività che vende più di tutte è quella dello Scalo con un volume di 1.888.765 euro tra vendite agli enti, a partire dalla Asl, e all’utenza: poi, ci sono le farmacie del Tricalle con 1.437.540 e, infine, Filippone con 985.545 euro. Il dato di vendita della farmacia di Filippone è alla base della scelta dell’amministrazione Di Primio: si dismette l’attività meno redditizia.
SCONTRO POLITICO. Ieri, della cessione della farmacia si è parlato in una riunione di commissione: «La decisione di vendere una farmacia è l’ultimo atto scellerato compiuto dall’amministrazione guidata dal sindaco Di Primio», dice il consigliere Pd Alessio Di Iorio, «nella commissione, propedeutica all’arrivo della delibera in consiglio comunale, sono emerse per l’ennesima volta tutte le lacune di una operazione che priverà il Comune degli ultimi gioielli di famiglia rimasti. Dopo aver portato la situazione delle casse comunali a un punto di non ritorno, Di Primio», dice Di Iorio, «cerca di porre rimedio ad anni di scelte scriteriate compromettendo anche una delle poche realtà che ha sempre portato risultati importanti per il Comune».
INCOGNITA DIPENDENTI. Secondo il consigliere Pd, il futuro dei dipendenti sarebbe a rischio anche se la bozza di delibera dice che resterebbero in carico alla Chieti Solidale: «A tutto ciò, si aggiunge l’incertezza legata al futuro dei dipendenti della farmacia: anche ieri, nel corso della commissione, non abbiamo ricevuto le risposte che attendevamo, motivo per cui altre spiegazioni ci verranno fornite in una nuova seduta convocata per affrontare l’argomento». Il Pd lancia l’allarme su una svendita di proprietà comunali per ripianare i conti in rosso: «Il nostro timore è che la vendita di una delle farmacie rappresenti solo il primo passo di una dismissione totale», dice Di Iorio, «un altro aspetto da non sottovalutare è che, se la programmata operazione di cessione ai privati andasse in porto, il Comune si precluderebbe la possibilità di aprire altre farmacie comunali». (p.l.)

