La fila si fa in locali a rischio

24 Novembre 2016

Viaggio negli uffici per la riscossione tributi: gli impiegati accampati a piano terra

CHIETI. Come si vive e si lavora nei locali di un palazzo a rischio dal punto di vista sismico? Il Centro è entrato a palazzo De Pasquale, sede della società pubblica comunale Teateservizi, e ha trovato il caos. Tutto l’ultimo piano è stato svuotato.

I 27 dipendenti sono stati trasferiti al piano intermedio, dove però ci sono anche gli uffici del settore commercio, e al pian terreno, in spazi assolutamente insufficienti e non idonei. La scelta è stata fatta a seguito dei controlli effettuati dopo la scossa di terremoto del 30 ottobre. A preoccupare i tecnici sono state soprattutto le condizioni della scala principale dello storico palazzo di via Vicoli e un intero angolo dell’edificio. La scala, in particolare, è stata dichiarata inagibile e questo ha provocato la chiusura dell’intero ultimo piano, al quale si accede solo tramite quella scala, oppure prendendo l’ascensore.

Il piano è stato, dunque, sgomberato anche se vi sono rimasti tutti gli archivi con i documenti cartacei. Ciò significa che più di una volta al giorno i funzionari di Teateservizi sono costretti a salire nelle ale rimaste vuote per reperire documenti, ma ogni volta devono segnalare i loro spostamenti a un collega che possa monitorare la situazione. I dipendenti raggiungono l’ultimo piano con l’ascensore che, per fortuna, dice qualcuno, non sta accusando i problemi avuti in passato.

Non ci sono difficoltà, invece, per raggiungere il piano intermedio servito, oltre che dall’ascensore, anche da una scala esterna giudicata sicura. Ma se i dipendenti sanno come muoversi, l’utenza appare disorientata, in un labirinto di cartelli, frecce e segnalazioni. Accanto a uno dei cartelli con su scritto “uscita”, qualcuno ha scritto a mano sul muro “di qua si esce”, come se l’indicazione non fosse di per sé sufficiente. Allo scopo di evitare il più possibile problemi, tutto il front office è stato dislocato a pian terreno. Qui ci si occupa di Tosap, Tari, Imu, mense scolastiche e passo carrabile. Ma è evidente che non ci si entra. E non c’è neanche traccia di servizi igienici. C’è però una sala d’attesa, se vogliamo utilizzare questa definizione per uno spazio di circa tre metri per tre dove è stata sistemata qualche sedia. In passato, nei periodi di maggiore affluenza, le persone facevano la fila anche lungo l’ampia scalinata che ora è stata interdetta al pubblico, figuriamoci cosa succede ora con la nuova sala d’aspetto. Entrati nella sala d’attesa, i contribuenti si trovano di fronte una macchina fotocopiatrice, degli armadi con sopra scritto a penna i servizi comunali a cui si riferiscono e la porta che dà in un ufficetto dove sono state sistemate alla meno peggio diverse scrivanie l’una accanto all’altra. È lì che i cittadini vanno a parlare dei diversi problemi con il pagamento dei tributi, con buona pace del rispetto della privacy. In qualche caso i contribuenti devono invece raggiungere il piano superiore dove, ammassato in una stanza, c’è il resto di Teateservizi. La scrivania dell’amministratore della società, Valerio Visini, si trova in uno spazio di passaggio tra l’ufficio contenziosi e gli uffici del commercio. Quasi fosse la postazione dell’usciere, per il quale pare sia stato più volte scambiato da ignari utenti.