La Finanza torna al Consorzio

2 Luglio 2016

Acquisiti nuovi documenti su progetti e consulenze. Febbo: verificheremo l’utilizzo dei 500mila euro

VASTO. Non c’è pace per il Consorzio di bonifica sud. La guardia di finanza torna nella sede dell’ente per acquisire nuova documentazione sulla gestione del consorzio dal 2006 al 2015. «La magistratura sta lavorando per fare chiarezza. Confidiamo nell’operato della Procura e della guardia di finanza», ha commentato il neo sindaco Francesco Menna in occasione della presentazione della nuova giunta. Sotto la lente della Procura sono finiti dieci anni di gestione dell’ente commissariato. I finanzieri hanno acquisito, durante ripetuti blitz, decine di faldoni che riguardando opere, progetti, incarichi e consulenze. Una montagna di materiale che da mesi viene accuratamente controllato. L’ultima visita delle fiamme gialle risale a qualche giorno fa.

Era stato il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nel corso della visita a Vasto per illustrare gli interventi previsti nel Masterplan, ad invocare ufficialmente un’inchiesta penale sul Consorzio di bonifica di Vasto. E l’inchiesta adesso va avanti. Il titolare è il procuratore capo Giampiero Di Florio. Il nucleo operativo della guardia di finanza di Chieti ha acquisito documenti che riguardano le gestioni che si sono succedute, da Giuseppe Torricella a Fabrizio Marchetti, poi il commissario Sandro Annibali, sostituito nel settembre 2015 da Giampiero Leombroni che a sua volta, qualche mese fa, ha passato il testimone a Rodolfo Mastrangelo.

A far scattare l’inchiesta pare sia stata una visita in Procura fatta dall’ex commissario Leombroni prima di lasciare l’incarico al Consorzio. Nel mirino degli investigatori c’è un buco di bilancio pari a dieci milioni di euro. Su richiesta di D’Alfonso, Leombroni ha portato diversi documenti alla magistratura. Alcuni riguardano la diga di Chiauci. Altri l’affidamento di incarichi a svariati progettisti e consulenti. Gli investigatori potrebbero configurare l’ipotesi di turbativa d’asta, se non reati più gravi.

«Intanto pensiamo anche agli agricoltori», dice Mauro Febbo, «vorremmo capire se i 500mila euro promessi dalla Regione saranno finalizzati a revocare l’aumento del 57% dei canoni idrici oppure a far fronte ai costi dei nuovi assunti. Inoltre», spiega Febbo, «è curioso constatare come il contributo di 500mila euro viene annunciato solo ora, dopo che ho chiesto sia alla Corte dei conti sia alla guardia di finanza di intervenire al fine di verificare la copertura e la legittimità dell’approvazione del bilancio di previsione, visto che in sede di redazione del documento contabile tale voce era stata inserita con entrata certa».

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