La Fiom: confronto sul futuro della Sevel

3 Aprile 2021

ATESSA. La Fiom nazionale e la Fiom provinciale, tramite i segretari Michele De Palma e Alfredo Fegatelli, chiedono di aprire un confronto con Sevel, le aziende dell’indotto e dei servizi, le...

ATESSA. La Fiom nazionale e la Fiom provinciale, tramite i segretari Michele De Palma e Alfredo Fegatelli, chiedono di aprire un confronto con Sevel, le aziende dell’indotto e dei servizi, le segreterie sindacali e le istituzioni regionali e nazionali «sui costi industriali; per fermare i tagli all’occupazione; reinserire al lavoro gli interinali lasciati a casa; realizzare un accordo che garantisca investimenti per la transizione industriale della capacità produttiva del veicolo commerciale leggero nel territorio e aumentare l’occupazione, a partire da quella delle donne e giovani». «Il futuro di Sevel e delle aziende indotto e servizi di Stellantis», dicono De Palma e Fegatelli, «è sempre più segnato dall’incertezza, nonostante gli straordinari risultati di mercato del veicolo commerciale leggero prodotto in Val di Sangro. La crescita del mercato e la qualità del prodotto sono il risultato della capacità e intelligenza dei lavoratori, nonostante la mancanza di investimento di innovazione di prodotto (ibridizzazione e elettrificazione, self drive) e di processo (colli di bottiglia negli impianti compensati dai lavoratori) indispensabili per il futuro. La mancanza di confronto sulle decisioni, già prese dall’azienda, di riduzione dei costi industriali che si è concretizzata nel taglio delle operazioni di pulizia dovrà essere messa in discussione (29 dipendenti con contratto di somministrazione nelle aziende di pulizie all'interno dello stabilimento Sevel, Atlas e Iscot sono stati lasciati a casa a partire dal 1° marzo, ndc). Bisogna ragionare anche sull’incertezza della competizione nel gruppo», proseguono i segretari Fiom, «con lo stabilimento polacco che produrrà 100mila furgoni a passo lungo e con la Germania dove, da ultime notizie, verrà prodotto un furgone con tecnologia ad idrogeno su tutti i marchi Psa. Unico modello escluso è il Ducato. Altro focus dovrà essere la necessità di utilizzo degli impianti in sicurezza, aumentando l’occupazione stabile del territorio». (d.d.l.)