La Fiom: «E ora sciopero per la sicurezza»

I sindacati lanciano l’appello: assemblee sugli incidenti. Il sindaco di San Salvo: addolorati anche noi
ATESSA. Una tragedia inconcepibile che impone una seria riflessione. È questa l’opinione unanime di associazioni, sindacati e cittadini a seguito della morte di Cristian Terilli, operaio manutentore di soli 29 anni, morto venerdì in Sevel mentre svolgeva il suo lavoro. «È un fatto gravoso che non dovrebbe mai succedere», commenta Gianluca Gagliardi, segretario provinciale Fismic, «si è chiuso un anno drammatico per gli infortuni e le morti sul lavoro e il 2020 si apre con questa tragedia. Non bisogna mai abbassare la guardia sulla sicurezza e sugli incentivi per formazione e informazione. Sevel è all’avanguardia sulla sicurezza, ma gli imprevisti sono purtroppo sempre dietro l'angolo». «È iniziato un nuovo anno con una nuova vittima sul lavoro che non può essere relegata a semplice fatalità», interviene la Fiom Chieti, «la sicurezza sui luoghi di lavoro assume una priorità assoluta per le imprese e per le istituzioni. La Fiom propone, alla riapertura delle fabbriche, una massiccia campagna di assemblee con sciopero da tenersi in tutte le fabbriche della provincia di Chieti e chiede l’apertura di un tavolo con la Asl, l’ispettorato e le istituzioni competenti». «L’Ugl esprime il suo cordoglio alla famiglia dell’operaio», dice Paolo Capone, segretario generale Ugl, «è necessario aumentare i controlli e garantire una formazione adeguata, soprattutto nei settori soggetti ad un rischio maggiore. L’Ugl sarà in tour anche nel 2020 con la campagna “Lavorare per Vivere” per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sul triste fenomeno delle morti bianche».
«Esprimo la mia vicinanza alla famiglia di Cristian Terilli per la perdita sul lavoro di una così giovane vita», dichiara il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, «è un dolore che colpisce anche la mia comunità che lo scorso anno ha pagato il suo tributo di sangue al lavoro. Siamo legati ad Atessa perché le nostre zone industriali contribuiscono ad aver creato in provincia di Chieti il distretto dell’automotive».
«Sono 372 i decessi all’anno: un bollettino di guerra», ammonisce il Partito Comunista, «più della striscia di Gaza. Più che morti bianche, sono diventate morti invisibili, di cui nessuno parla e che colpiscono la vera maggioranza di ogni società: i lavoratori e la classe operaia. Il Partito Comunista si unisce al dolore che ha colpito la famiglia di Cristian, e invita i lavoratori ad uno sciopero a oltranza e a lottare per una società che punisca innanzitutto il più grave e atroce crimine contro l’umanità: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo».
(d.d.l.)

