La Fiom vince, Landini fa i complimenti

Il segretario generale telefona dopo il trionfo alla Sevel: «Questo voto deve far riflettere»
LANCIANO. Con 2.069 voti e una percentuale del 40% realizzata per l'elezione in Sevel dei rappresentanti della sicurezza, si apre per la Fiom una stagione nuova. E' la prima volta dopo sei anni che nello stabilimento si torna a votare "con armi alla pari" come hanno sottolineato i dirigenti del sindacato ieri in conferenza stampa. Ed è la prima volta che, dopo anni, la Fiom torna a vincere in una delle fabbriche più importanti della galassia Fca (Fiat-Chrysler) in Italia. In Sevel si produce a pieno ritmo ormai da gennaio. Ogni mese a partire dal nuovo anno ci sono state giornate di lavoro straordinario. Il record produttivo del 2014 con ogni probabilità sarà superato prima della fine di quest'anno e dopo l'arrivo di 200 trasfertisti per coprire i turni notturni, sono previste altre 200 nuove assunzioni. Il lavoro, che è il cardine di tutto, assume quindi in Sevel un significato perfino più importante di quello che ha già. Non solo i lavoratori vanno a votare in massa (la percentuale è stata dell'89%), ma scelgono il sindacato che sul lavoro ha scommesso tutto.
«Abbiamo ricevuto un mandato preciso - afferma Davide Labbrozzi, segretario provinciale della Fiom - che ci dice che il fatto di non aver ceduto alle richieste di firme tecniche, ha permesso ai lavoratori di coltivare la speranza di una modifica delle loro condizioni notevolmente peggiorate dall’applicazione del contratto colìlettivo specifico di Fiat e delle nuove metodologie di lavoro.
Oggi in Sevel si lavora di più e si guadagna di meno. Il voto libero di questi giorni è un grido di aiuto».
LA SODDISFAZIONE DI MAURIZIO LANDINI. «Sono informato di tutto - racconta il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, raggiunto al telefono - considero questa una vittoria importante, un risultato che parla da solo e che è in linea con la tendenza a livello nazionale: più di 40mila persone sono andate al voto nelle fabbriche italiane, in più della metà degli stabilimenti del gruppo Fca e la Fiom si attesta su una media del 40%».
«Un voto di questo genere deve far riflettere tutti, e in particolare l'azienda, la politica e le altre organizzazioni - prosegue Landini - la prima deve fare i conti col fatto che tra i lavoratori c'è richiesta di democrazia e di essere rappresentati, ed è un segnale molto forte che non può essere più evitato. E' interesse quindi anche dell'azienda recuperare delle relazioni; la politica invece dovrebbe notare come, a differenza delle elezioni nazionali e amministrative qui la gente è andata a votare. Se ci fosse il sistema Italicum il sindacato avrebbe vinto.
Le altre organizzazioni invece dovrebbero prendere atto che c'è una discriminazione da superare".
GLI ALTRI RISULTATI. La Fim-Cisl ha collezionato 1712 voti, la Uilm 952, la Fismic 455 e l'Ugl 71. Otto le rsl totali: 3 per la Fiom , 3 Fim, 1 Uilm e 1 Fismic.
«Da Pomigliano ad oggi - commenta Alfredo Fegatelli, della segreteria generale della Fiom - abbiamo mantenuto un atteggiamento critico. Ci dicevano che avremmo avuto gli stessi parametri della Germania e invece oggi gli operai prendono di meno e lavorano di più».
«Non si era mai verificato un clima così pesante in Sevel come questa volta - commenta la rsa di stabilimento Emilio Pio Caravaggio - ma i lavoratori nel segreto dell'urna hanno dimostrato di voler scegliere da che parte stare».
«Non rinunceremo a chiedere all'azienda un confronto sui carichi di lavoro - conclude Labbrozzi - e inoltre vorremmo porre la questione che dal 2009 ad oggi la Sevel ha perso circa 1.400 occupati, ma il lavoro viene svolto lo stesso a ritmi anche più sostenuti».

