La fontana di Cascella diventa una pattumiera

L’opera installata nel Campus della d’Annunzio soffocata da rifiuti e sporcizia Un insulto al decoro considerato quanto l’Ateneo spende per la manutenzione
CHIETI. Si chiama l'Agorà l'opera in pietra che il grande scultore abruzzese Pietro Cascella realizzò per l'università d'Annunzio agli inizi degli anni 90, posta in un punto centrale, all'interno del Campus, circondato da un grande prato .
Un monumento che è diventato il simbolo dell'Ateneo ma che ormai da mesi è soffocato da una vergognosa incuria. Vi sono rifiuti di ogni genere, nelle vasche che circondano la scultura, con acqua maleodorante. C'è giunta una segnalazione da parte di studenti che abbiamo verificato per renderci conto che la realtà è ancora peggiore di quella che ci è stata descritta.
L'opera di Cascella, l'ultima realizzata per la “d'Annunzio”, svolge ormai la funzione di comodo ricettacolo di rifiuti: ci sono lattine e bottiglie vuote, cartacce, resti di cibo,pacchetti e mozziconi di sigarette, bicchieri di carta, persino un tubo di gomma, insomma una discarica a cielo aperto in un luogo di cui la d'Annunzio dovrebbe avere grandissima cura, per il valore artistico ed etico che rappresenta, anzi che dovrebbe rappresentare. Se poi si pensa a quanto porta ogni anno in bilancio lo stesso Ateneo per la manutenzione e la pulizia del complesso diventa non solo incomprensibile ma inaccettabile che l'Agorà di Cascella sia ridotta nelle condizioni che vi abbiamo mostrato. Da mettere sotto accusa anche lo scarso civismo di coloro che usano il monumento come se fosse una pattumiera, circostanza poi aggravata dal fatto che con tutta probabilità stiamo parlando di studenti universitari, cioè della futura classe dirigente,ma questo non assolve certo coloro che dovrebbero garantire una ordinaria opera di pulizia sopratutto per una struttura che ha un alto significato simbolico per la nostra università. (gi.di.ti.)

