La frana è a un metro dalla casa: il Comune ordina lo sgombero

3 Aprile 2018

Atessa. Il sindaco Borrelli firma il provvedimento dopo la relazione dei due geologi incaricati Fratture e ristagni d’acqua nella zona dello smottamento. Gallucci e la moglie ospitati dal figlio

ATESSA. Il sindaco Giulio Borrelli ha emesso l’ordinanza di sgombero dell’abitazione di Antonio Gallucci, in contrada Carapelle. Dopo trent’anni di resistenza, la frana ha avuto la meglio sui residenti. Antonio Gallucci e sua moglie adesso sono ospitati in casa del figlio, a una trentina di metri di distanza, in un’abitazione che, per il momento, non è interessata dal movimento franoso. Sabato scorso i tecnici del Comune, insieme all’assessore Giulia Orsini, hanno effettuato un nuovo sopralluogo nei pressi dell’abitazione di Antonio Gallucci, al quale hanno partecipato anche il geologo Nicola Tullo, incaricato dal sindaco di Atessa, e il geologo del Servizio prevenzione multirischi della Regione, Graziano Catenacci, i quali hanno rimesso al Comune una dettagliata relazione. In tali atti i due tecnici hanno rilevato, lungo il corpo franoso, una serie di profonde fratture longitudinali e una grande abbondanza di ristagni di acqua nella zona di distacco a monte e negli avvallamenti del corpo franoso stesso, nonché la necessità di vietare l’utilizzo del fabbricato più vecchio, ivi esistente, di proprietà di Antonio Gallucci. Borrelli ha, quindi, ordinato lo sgombero immediato da persone e cose del fabbricato e ne ha vietato l’accesso. La storia della frana a Carapelle è lunga di trenta anni anche se la zona è, per la sua natura orografica, essendo ricca di sorgenti, soggetta a smottamenti. Tre decenni fa la terra, a monte delle case, si mise in “moto”, ostruì un ponticello sul quale passava la strada che fungeva da scarico delle acque provenienti dalle sorgenti e allora fu fatto un canale di scarico sotto il ponte. Poi la frana è iniziata nuovamente, ha fatto cadere il ponte e con la terra franata si è creata una collinetta sulla quale è stata fatta la strada. «Si tratta», è scritto nella relazione geologica, «di un movimento franoso di tipo complesso con meccanismi rototraslazionali nell’area di alimentazione ed evoluzione a colata incanalata lungo l’impluvio principale». La superficie totale in frana supera i 190.000 metri quadrati e attualmente l’accumulo che incombe sull’edificio civile ha una larghezza di circa 80 metri. Nei giorni scorsi l’assessore comunale all'ambiente Pasqualino Zaccardi ha ricordato che «quelle abitazioni sorgono in una zona prossima al fiume Osento e ai piedi di una collina di vaste dimensioni, interessata da estese aree franose. La situazione si trascina da parecchi decenni, come la stessa famiglia ha denunciato, e nel corso degli ultimi anni si è andata modificando e aggravando». «Mio padre e mia padre si sono trasferiti da me», afferma Nunzio Gallucci, «ora non sappiamo come evolverà la situazione. Non siamo a conoscenza di cosa le autorità competenti vogliano fare».
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